Forza Maggiore

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30 Ottobre Forza Maggiore

“È un film svedese, coprodotto tra Svezia, Norvegia e Francia, scritto e diretto da Ruben Östlund. I protagonisti sono Johannes Bah Kuhnke e Lisa Loven Kongsli, marito e moglie sulla quarantina, due bambini al seguito, che vanno a fare una settimana bianca sulle alpi francesi. Il primo giorno, seduti al tavolo sulla terrazza del ristorante sulle piste, assistono a una slavina controllata, di quelle fatte da chi gestisce gli impianti per evitare valanghe vere. Nella concitazione del momento, sembra che la valanga stia per raggiungere i tavoli. Il marito Tomas è preso dal panico e scappa senza preoccuparsi di moglie e figli. Rientrato il falso allarme, la famiglia riprende la vacanza. Ma la consapevolezza del gesto istintivo di Tomas incrina la fiducia che Ebba nutre nei suoi confronti, e nel gigantesco chalet di legno che è l’hotel in cui pernotta la famiglia si consuma una crisi familiare profonda.

Fotografato con il nitore dei documentari girati in digitale, diretto con tutta la discrezione che prevede una storia delicata e fatta di sfumature (non ci sono quasi movimenti di macchina), Forza maggiore è un raro caso di film dedicato a una crisi familiare pura e semplice, che non ha niente a che vedere con trame sentimentali, tradimenti, grandi passioni o dolori lancinanti. […]

Forza maggiore è un film molto insolito nell’impianto. La trama prende spunto da un falso allarme che produce risposte vere, una simulazione di crisi che ne genera una reale. Si respira la tensione che c’è nelle relazioni quando qualcosa di profondo non va e non se ne può parlare, o si può evitare di parlarne, ma l’argomento è presente, tangibile. Per quanto sembri un film sull’amore, si rivela piuttosto un film sulla sicurezza, o meglio sulla necessità di convivere con l’insicurezza.”

dall’articolo “in crisi per forza maggiore” di Matteo Bordone

Ghosthunters

31 Ottobre Ghosthunters nero

Il piccolo e solitario Tom scopre nella sua cantina un piccolo fantasma verde e gelatinoso, che gli racconta di essere dovuto fuggire dal maniero dove abitava a causa dell’arrivo di uno spirito malvagio. Tom decide di chiedere aiuto alla scontrosa Hetty, un’acchiappafantasmi appena licenziata dalla sua organizzazione segreta, con la quale riusciranno a sconfiggere il terribile nemico.

Speciale Sabato:dolcetto o scherzetto“: tutti i bambini vestiti in maschera riceveranno un dolcetto.

Sarà il mio tipo?

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23 Ott Sarà il mio tipo

Clément è un giovane professore di filosofia parigino costretto, per qualche tempo, a insegnare ad Arras. Nella cittadina il tipo, che si annoia, diventa l’amante di Jennifer, parrucchiera e madre single. Il soggetto del romanzo di Philippe Vilain è tutto qui; però il film che Belvaux ne ha tratto si rivela molto più interessante del previsto. Il titolo italiano è un autentico tradimento di quello originale che, tradotto, suona «non il suo tipo», senza punto interrogativo. Continua a leggere

The Martian – Sopravvissuto

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24-25 Ott Sopravvissuto

Il maestro Ridley Scott torna al cinema dopo aver ridotto il mezzo flop di “Exodus: Dei e Re” e aver prodotto il buon “Child 44”. Il regista mai premiato con l’“Oscar” nel corso della sua prestigiosa carriera abbandona il taglio drammatico di “Alien” in questa nuova esperienza extraterrestre e tra le risate del pubblico ci mostra come l’astronauta Mark Watney, interpretato da un ispirato Matt Damon, riesca a sopravvivere su Marte senza né cibo ne acqua. Continua a leggere

Cinema d’Essai: “Mia Madre”

16 Ott Mia Madre

Margherita sta girando un film impegnato sulla crisi economica italiana dove si racconta lo scontro tra gli operai di una fabbrica e la nuova proprietà americana che promette tagli e licenziamenti. Oltre a dover gestire la complessità del set corale di un film politico, deve fare i conti con le bizze della star italo-americana che ha scelto per interpretare il ruolo del nuovo proprietario; un attore in crisi, ostaggio della sua maschera di divo, qui esasperata dal provincialismo del cinema italiano.
Margherita è separata, ha una figlia adolescente che frequenta malvolentieri il liceo classico in ossequio alla tradizione famigliare impressa dalla nonna (insegnante di latino e greco), ha un amante, attore nel film impegnato, mollato all’inizio delle riprese, e una vita confusa, solitaria e complicata. La concentrazione, richiesta per girare un film così difficile, tutto spostato verso il lato pubblico e politico, è minacciata dalle istanze del privato e dall’ombra sempre più densa della possibile morte della madre che la costringe a un confronto difficile e doloroso, soprattutto con se stessa e con il fratello Giovanni, un ingegnere posato che si è preso un periodo di aspettativa dal lavoro per accudire la madre malata di cuore, ricoverata con poche speranze in un ospedale della capitale.

Ma c’è tanto di più in questo film così stratificato, solo in apparenza intimista. Intorno al nucleo di un dolore privato, Moretti con i suoi sceneggiatori e sceneggiatrici erige un edificio fatto di diversi piani, ognuno dei quali sviluppa un discorso, un tema, una riflessione.
Mia madre quindi è anche un film sul cinema, sul rapporto tra realtà e finzione.
La prima scena è uno scontro tra manifestanti operai e poliziotti. Per come è stata girata, prim’ancora di scoprire il film nel film, si intuisce che c’è puzza di “finzione”, ma nel senso (potremmo dire tutto italiano) di fasullo: le botte dei poliziotti non sono così realistiche, l’azione dei manifestanti appare improbabile, l’azione è povera… non è solo una sensazione, presto qualcuno grida “stop” e inizia a lamentare la povertà della scena. È Margherita al centro del suo set che inizia a mietere dubbi nei suoi collaboratori, facendosene carico lei stessa. Parlando al direttore della fotografia che aveva posizionato la camera dentro alla mischia riproducendo un senso di realismo brutale e spettacolare, Margherita esprime il suo dubbio etico: “ma tu stai con i poliziotti o con i manifestanti”? Domande che pochi si fanno, ormai, ma che Moretti continua a fare e non è un caso che le sequenze del film nel film, il racconto della protesta degli operai, siano così maldestre, improbabili, finte.

(tratto da Mymovies.it)