Cinema Weekend – Silence

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“Evento in preparazione alla settimana Santa”

SILENCE (USA 2016 – 160 min’)

Regia di Martin Scorsese
XVII secolo. Padre Sebastian Rodrigues e padre Francisco Garupe, due giovani missionari gesuiti portoghesi, intraprendono un viaggio, irto di pericoli, per raggiungere il Giappone ed andare alla ricerca del loro insegnante e mentore scomparso, padre Christovao Ferreira.
I due missionari sono inoltre incaricati di diffondere il cristianesimo, ma mentre esercitano il loro ministero tra gli abitanti di un villaggio, sono testimoni delle persecuzioni ai danni dei Cristiani giapponesi. In Giappone, infatti, i signori feudali e i Samurai sono decisi a sradicare il Cristianesimo dal paese e tutti coloro che si professano Cristiani vengono arrestati e torturati, costretti all’apostasia, a rinnegare la loro fede o ad essere condannati a una morte lenta e dolorosa….…
Che Martin Scorsese abbia dovuto attendere trent’anni per realizzare il film, tratto dal libro di S. Endō, giapponese di religione cristiana, non può essere soltanto legato alle molteplici difficoltà produttive. L’autore stesso dice che, riflettendo in periodi successivi, non si sentiva ancora pronto per l’impresa. Il prodotto finito ne dà un’idea molto precisa. “Silence” può essere un kolossal dal punto di vista dell’impegno economico, della perfezione delle location, ma il kolossal si ferma qui. Tutto il resto è ricerca di Dio, scontro di civiltà, puntiglio nel mettere una di fronte all’altra due idee molto diverse dell’esistenza, dall’onestà a rappresentare con chiarezza la differenza dei punti di vista, all’umiltà nel non pretendere di dare risposte definitive. Si tratta di un film che richiede una visione consapevole, una disposizione al confronto, una grande pazienza nel comprendere e accettare che i tempi del racconto siano gli stessi nei quali si dibatte il tormento di un’anima: un buon senso basilare nell’ammettere che una verità assoluta possa non esserlo per tutti.
E’ evidente che “Silence” (il silenzio di Dio, ovvero l’incapacità dell’orecchio umano di ascoltarlo) vive della rappresentazione di contraddizioni, dubbi e contrasti interiori che, senza spingersi a limiti estremi come nel Giappone del XVII secolo, appartengono alla storia dell’umanità in ogni tempo. Alla fine ne esce un film ricchissimo e pieno di fermenti, capace di mettere in scena senza contraddizione fede e apostasia, molto saggio nel lasciare aperte le strade giuste ma soprattutto rigoroso nella volontà di astenersi da giudizi definitivi sugli atteggiamenti, le scelte e i punti d’arrivo.
Dal nostro punto di vista (che non è una verità assoluta) un capolavoro.
– Film candidato al Premio Oscar 2017 per la migliore fotografia

Cinema Weekend – Ozzy Cucciolo Coraggioso

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Regia di Alberto Rodriguez

Ozzy è un dolcissimo cane che vive serenamente con la sua padroncina. Quando i genitori della bambina però sono costretti a partire per il Giappone e non possono portare il cane con loro,  Ozzy viene condotto in un lussuoso canile per fargli trascorrere serenamente il periodo del distacco. Purtroppo però il canile si rivelerà essere una terribile prigione per cani, dal quale Ozzy cercherà di scappare aiutato dai suoi nuovi amici a quattro zampe..…

Alberto Rodriguez ha realizzato un film all’altezza delle più prestigiose produzioni made in Usa rivolgendosi al pubblico dei più piccoli senza però dimenticare i grandi e loro  accompagnatori.  La storia fa entrare subito in empatia con il protagonista, grazie alle caratteristiche che gli vengono attribuite: è simpatico, giocherellone, combina guai e un po’ fifone o, perlomeno, non è in grado di reagire ai soprusi che il ragazzino che porta e consegna i giornali al mattino (con il suo cane belva) gli riservano. La separazione forzata  – nelle previsioni solo temporanea – dai padroni lo catapulta in un universo che agli adulti ricorderà film come ‘Fuga per la vittoria’, oppure ‘Le ali della libertà’ o ancora ‘Fuga da Alcatraz’.  Tutto questo però senza mai perdere di vista il pubblico di riferimento, grazie anche alla caratterizzazione dei comprimari (Hot Dog, Rutto e Scheggia) e dei ‘cattivi’: il direttore del carcere Roccia e il boss Don Vito, tanto raffinato quanto pericoloso. Non manca poi, come dovuto in casi come questo, una ‘morale’. Ozzy, dopo un’iniziale smarrimento, decide di reagire utilizzando l’astuzia e trovando dentro di sé il coraggio per prendere decisioni importanti che conducano lui e i suoi compagni verso la libertà. Un film da vedere con tutta la famiglia

LA MARCIA DEI PINGUINI – IL RICHIAMO

la marcia dei pinguini

Regia di Luc Jacquet – Con la voce narrante di PIF

Protagonista un giovane pinguino che intraprende il suo primo viaggio insieme ai propri simili per una destinazione sconosciuta, guidato solo dall’ istinto. Attraverso gli occhi e i ricordi di un pinguino anziano, anche noi potremo osservare da vicino questo momento decisivo della vita del cucciolo. Seguiremo il nostro pinguino in tutto il suo straordinario viaggio e le grandi sfide che lo aspettano a ogni passo.…

Non poteva che arricchirsi del sottotitolo – il richiamo – il sequel dello spettacolare documentario che dodici anni fa incantò il pubblico di tutto il mondo, vincendo tra l’altro anche un meritatissimo Oscar. “Il richiamo” è però anche l’attrazione irresistibile che il regista Luc Jacquet prova per l’Antartide e per i pinguini, luogo dove ha vissuto per più di tre anni per girare delle immagini con la natura più dura e selvaggia al mondo, ma anche tra le più affascinanti ed evocative. Come per il primo “La marcia dei pinguini”, questo nuovo film è un ritratto veritiero e conturbante di come questi straordinari animali, i pinguini imperatori, riescano a sopravvivere in un ambiente ostile e gelido, dove le temperature arrivano persino a toccare i -40° sotto zero. Parla della loro incredibile forza d’animo che li porta a covare le uova in condizioni proibitive e mostra tutta la loro fierezza e bellezza sia fuori che dentro l’acqua.

Dodici anni dopo la tecnologia è venuta in aiuto di Jacquet che, abbandonando la vecchia cinepresa in 16mm (l’unica pellicola all’epoca a resistere al freddo e alle difficili condizioni della luce sul ghiaccio), ha potuto usufruire ora di videocamere in 4k e di droni che gli hanno permesso di effettuare riprese mozzafiato come mai prima d’ora era stato possibile. In particolare ha potuto riprendere i movimenti dei pinguini sotto la banchisa, grazie anche al coraggio e alla bravura dei tecnici subacquei, che hanno immortalato la grazia di questi animali che in acqua subiscono una vera metamorfosi.

Un film da vedere con tutta la famiglia.

Lego Batman

lego batman

LEGO BATMAN – IL FILM (USA 2017 – 104’)

Regia di di Chris McKay

 

 La vita del super-eroe è la più incredibile che ci possa essere e Batman lo sa bene. Combatte i criminali, spesso tutti insieme, e vince. Sempre! Adora essere acclamato dalla folla e venire portato in trionfo, perché lo fa sentire speciale, parte di qualcosa di più grande. Ad attenderlo dopo il successo, infatti, c’è soltanto una casa vuota, piena di stanze dove l’eco fa rimbalzare la sua solitudine e di ricordi che gli spezzano il cuore. Nessuno con cui condividere gioie e dolori di tutti i giorni…

“LEGO Batman” non è soltanto uno spin-off di “The LEGO Movie”, il precedente film diventato cult in brevissimo tempo, ma è LO spin-off, e soprattutto è IL film che fa comprendere appieno la potenza di questo nuovo ‘franchise’ lanciato con grande lungimiranza e saggezza dalla Warner & LEGO. Se il primo film ha aperto le porte di un genere e conquistato le platee di tutte le età, con una sceneggiatura intelligente e ironica, che ricollocava tutto l’universo LEGO in una nuova dimensione, qui si fa un altro passo avanti. La scelta di far dirigere “LEGO Batman” a Chris McKay non è stata casuale. Il regista è un grande appassionato e conoscitore del mondo dei fumetti in generale e di Batman in particolare e lo si nota. Tutto il film è infarcito di citazioni e omaggi all’universo Batman. Il tema della solitudine e l’importanza di fare squadra sono solo un pretesto per parlare di qualcosa di più importante e profondo. La tentazione di isolarsi dal mondo è forte, come fa ben notare Batman. Ma è solo stringendosi alle persone care che si hanno intorno, familiari e amici, che si possono superare anche le situazioni più difficili. “LEGO Batman” è quindi anche un inno alla famiglia. Non necessariamente quella tradizionale. Nel film si parla di ogni tipo di famiglia, naturale o costruita, tradizionale o moderna, chiusa o allargata. Ognuna di esse, anche quella costituita dagli amici più cari, è un valido supporto nella vita di ciascuno di noi, ed è l’unica squadra che conti davvero.

Cambio di Programma 4-5 Marzo: Ballerina

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Felicie è una bambina orfana che non riesce a stare ferma.

Il suo corpo è sempre in movimento e l’unica cosa a cui pensa è la danza. Per questo un giorno fugge dall’orfanotrofio insieme all’amico Victor, che sogna di diventare un famoso inventore, per cercare di entrare nella più importante scuola di ballo di Parigi. Grazie alla sua grande forza di volontà e a qualche piccolo inganno riesce ad accedere a una selezione per danzare con la prima ballerina dell’Etoile, ma la concorrenza è spietata e dalla sua ha solo la passione. Completamente a digiuno della più elementare tecnica, dovrà imparare molto velocemente se vorrà realizzare il suo sogno. Ad aiutarla una ex-ballerina finita in disgrazia, Odette, mentre a metterle i bastoni tra le ruote sono l’ambiziosa Camille e la sua arcigna e malefica madre….

Arriva al cinema “Ballerina”, un film che racconta sì della danza e si rivolge al cuore delle bambine, ma che usa un linguaggio universale per parlare dei sogni e di quanto sia importante lottare fino in fondo per realizzarli. Realizzato dalla canadese Atelier Animation insieme alla francese Gaumont, il film “Ballerina” è un film d’animazione sorprendente, realizzato con grande cura per ambientazioni e dettagli, un buon approfondimento dei personaggi e una vicenda capace di parlare al cuore di tutti. Nonostante il titolo e il tema della danza “Ballerina” non è soltanto un film per bambine. La storia di Felicie che sogna di diventare una ballerina dell’Etoile di Parigi è in realtà una storia che parla di sport, di passione e di quello che si è disposti a fare pur di realizzare i propri sogni. Parla di determinazione e lealtà, di forza e coraggio, di amicizia e amore. Il film, ambientato nella Parigi del 1899, quando due delle meraviglie del mondo erano ancora in costruzione: la Tour Eiffel e la Statua della libertà, parla con il cuore ed è impregnato della stessa passione che fa agire Felicie.

Tutto merito dei due registi Eric Summer ed Éric Warin, capaci di dare struttura e cuore a un film dal budget ridotto (30 milioni di dollari), se si pensa alle mega produzioni Pixar e Disney. Un po’ Dickens ed un po’ Karate Kid. Un film che riesce a conquistare velocemente l’attenzione di tutti, grandi e piccini.

Cinema Weekend – Lego Batman – Il Film

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La vita del super-eroe è la più incredibile che ci possa essere e Batman lo sa bene. Combatte i criminali, spesso tutti insieme, e vince. Sempre! Adora essere acclamato dalla folla e venire portato in trionfo, perché lo fa sentire speciale, parte di qualcosa di più grande. Ad attenderlo dopo il successo, infatti, c’è soltanto una casa vuota, piena di stanze dove l’eco fa rimbalzare la sua solitudine e di ricordi che gli spezzano il cuore. Nessuno con cui condividere gioie e dolori di tutti i giorni…

“LEGO Batman” non è soltanto uno spin-off di “The LEGO Movie”, il precedente film diventato cult in brevissimo tempo, ma è LO spin-off, e soprattutto è IL film che fa comprendere appieno la potenza di questo nuovo ‘franchise’ lanciato con grande lungimiranza e saggezza dalla Warner & LEGO. Se il primo film ha aperto le porte di un genere e conquistato le platee di tutte le età, con una sceneggiatura intelligente e ironica, che ricollocava tutto l’universo LEGO in una nuova dimensione, qui si fa un altro passo avanti. La scelta di far dirigere “LEGO Batman” a Chris McKay non è stata casuale. Il regista è un grande appassionato e conoscitore del mondo dei fumetti in generale e di Batman in particolare e lo si nota. Tutto il film è infarcito di citazioni e omaggi all’universo Batman. Il tema della solitudine e l’importanza di fare squadra sono solo un pretesto per parlare di qualcosa di più importante e profondo. La tentazione di isolarsi dal mondo è forte, come fa ben notare Batman. Ma è solo stringendosi alle persone care che si hanno intorno, familiari e amici, che si possono superare anche le situazioni più difficili. “LEGO Batman” è quindi anche un inno alla famiglia. Non necessariamente quella tradizionale. Nel film si parla di ogni tipo di famiglia, naturale o costruita, tradizionale o moderna, chiusa o allargata. Ognuna di esse, anche quella costituita dagli amici più cari, è un valido supporto nella vita di ciascuno di noi, ed è l’unica squadra che conti davvero.

Cineforum – La vita possibile

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Regia di IVANO DE MATTEO

Genere: drammatico

Cast principale: Margherita Buy, Valeria Golino, Caterina Shulha, Andrea Pittorino

Tematiche: Amore, Amicizia, Famiglia, Violenza, Riscatto, Speranza.

Scappata da Roma per dimenticare un marito irascibile e violento, Anna si trasferisce a Torino, dove sarà ospite di Carla, attrice teatrale e amica di vecchia data. Con Anna c’è anche il figlio Valerio, un ragazzo di 13 anni. L’impatto con la nuova città è vissuto dai due con reazioni opposte: Valerio vive maggiormente i problemi della crescita anche in modo complicato ed il rapporto con la mamma si fa più difficile…

Che vita può esserci dopo un’esperienza traumatica, che ti costringe a lasciarti tutto alle spalle e ripartire da zero? C’è speranza in una fuga che viene comunque vissuta come una sconfitta, col senso di colpa per non aver saputo proteggere se stessi e coloro che si amano? Si può ricominciare da capo, altrove? Sono queste le domande a cui “La vita possibile” cerca di rispondere, con l’onestà e la passione che il regista De Matteo mette sempre nei suoi film. Per questo non affronta direttamente il tema della violenza sulle donne, ma sceglie di raccontare un’altra storia, quella delle molte che – ne siamo sicuri e sia pure a caro prezzo – ce l’hanno fatta. Anche se le cicatrici se le porteranno sul corpo e nell’anima. Non sappiamo niente di Anna e del suo matrimonio, da quale classe sociale provenga, se ha studiato, come abbia conosciuto l’uomo che pur dichiarando di amarla le ha mancato ripetutamente di rispetto. Ma non conta, perché noi conosciamo la donna diversa, volitiva, determinata a farcela. Anche se per questo deve adattarsi a trasferirsi in una città bellissima ma climaticamente agli antipodi di Roma, come è Torino, trascinandosi dietro un figlio quasi adolescente con tutte le problematiche dell’età.

Ivano De Matteo torna così a raccontare una famiglia italiana di oggi, scegliendo l’ambiente borghese che conosce a fondo, ma che fa da cartina di tornasole della crisi economica e sociale in corso nel nostro Paese. La sua attenzione è sempre stata per i più fragili.

In questo caso la vittima di un uomo prepotente e manesco: situazioni queste impossibili da sopportare, come segnala la cronaca di ogni giorno, con vite spezzate e ferite.

Ma anche se sembra narrare ciò che è noto, oltre che mettere a fuoco un tema importante come quello della violenza tra le mura domestiche, getta così una luce sulla «speranza» sempre possibile e nonostante tutto. Sta proprio in quest’enunciato la forza e il valore del racconto che arriva dritto al cuore, pregio anche della regia e del montaggio.

Un film che ci farà bene, e forse farà del bene maggiormente a chi ne ha o avrà più bisogno.

Cineforum / Cinema d’essai “ESPERIENZE D’AMORE”