Cinema Weekend e 1° Maggio I PUFFI – Viaggio nella foresta segreta

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(USA 2017 – 89 min’) Regia di Kelly Asbury

Una mappa misteriosa spinge Puffetta e i suoi migliori amici Quattrocchi, Tontolone e Forzuto a una viaggio emozionante attraverso la Foresta Segreta, un luogo abitato da creature magiche, per trovare un misterioso villaggio perduto, prima che ci arrivi il perfido mago Gargamella. Queste piccole creature blu arriveranno a scoprire così il più grande segreto della storia dei Puffi!

Così come accadde anni fa con Asterix, per citare un’altra invenzione a fumetto di origine francofona, i personaggi ideati nel ‘58 dal belga Peyo (al secolo Pierre Culliford, 1928-1992) trovano finalmente in “I Puffi – Viaggio nella Foresta Segreta” il nuovo lungometraggio animato che rende loro giustizia. Certo, la serie animata per la tv della Hanna & Barbera (anni 1981-1990) è iconica per un’intera generazione, insieme alle voci originali dei vecchi doppiatori, che con la nostra Cristina D’Avena (che qui rivisita una sua famosa sigla) su questo film danno un rilievo notevole.

L’assenza di riprese in ‘live-action’, tormento dei due precedenti film Sony, è una vera liberazione, perché garantisce una sospensione dell’incredulità più solida e più fiabesca.

In ogni caso, anche confrontando questo film con i moderni lungometraggi concorrenti e interamente animati, l’ammiccamento al mondo degli adulti è qui molto più contenuto.

E’ una decisione in controtendenza, perché negli ultimi anni ci siamo abituati a un cinema d’animazione dalle multiple letture, ma è una decisione che ci sentiamo di condividere in questo caso. I Puffi sono avventura, fiaba, ingenuità, simpatia, clownerie e dolcezza poetica. E nella sua semplicità, il film riesce a trasmettere un solo messaggio, ma molto chiaro, sul significato di appartenenza ad una comunità, sul rapportarsi agli altri e sulla collaborazione, al di là degli inevitabili screzi. Anche dalla figura di Gargamella, più meschino che realmente minaccioso, resta un personaggio molto didattico per ogni bambino: perché rappresenta l’assenza di sincerità, il disprezzo per i valori più elementari. Gargamella fallirà sempre perché proprio non ha dignità. Buonista o meno, è un gran bel messaggio.

Se si è disposti a tornare bambini e/o si hanno figli al seguito questo film de “I Puffi” risulta in definitiva ben realizzato, semplice, diretto e tanto delicato, da dimezzare il peso dell’anima all’uscita dalla sala. Sarà pure un film per i più piccoli, ma anche noi adulti ne abbiamo molto più bisogno di loro.

Cineforum – Florence

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FLORENCE (FRA – UK 2016 – 110 min’)

Regia di STEPHEN FREARS

Genere: commedia biografica

Cast principale: Meryl Streep, Hugh Grant, Simon Helberg, Rebecca Ferguson,  Nina Arianda, John Kavanagh, David Haig, Christian McKay, Mark Arnold

Tematiche: amore, ipocrisia, malattia, matrimonio, musica.

Nel 1944 l’ereditiera Florence Foster Jenkins è tra le protagoniste dei salotti dell’alta società newyorchese. Mecenate generosa, appassionata di musica classica, Florence, con l’aiuto del marito e manager, l’inglese St. Clair Bayfield, intrattiene l’élite cittadina con incredibili performance canore, di cui lei è ovviamente la star. Quando canta, quella che sente nella sua testa come una voce meravigliosa, è per chiunque l’ascolti orribilmente ridicola. Protetta dal marito, Florence non verrà mai a conoscenza di questa verità. Solo quando Florence deciderà di esibirsi in pubblico in un concerto alla Carnegie Hall, senza invitati controllati,

St. Clair capirà di trovarsi di fronte alla più grande sfida della sua vita…

“Florence” narra la vicenda di una ricca donna stonata e fermamente convinta di saper e poter cantare senza che nessuno se la senta di metterla di fronte alla realtà: un’ingenua passione obbligatoriamente mascherata. Già alla regia di “The Queen” e “Philomena”, Stephen Frears dimostra ancora una volta la non comune capacità di affrontare argomenti tra loro diversissimi, risolvendoli ogni volta in maniera appropriata ed elegante; capace non solo di ‘rappresentare’ ma di saper entrare nello spirito del tempo, di tirare fuori la sostanza e la vitalità dei singoli personaggi. In particolare questo copione ruota con intelligenza e abilità intorno al tema forte della verità, che si fa ambiguo paravento di menzogne ed insieme dolce schermo di sotterfugi. Veramente “Florence” non si è mai resa conto di stonare?

E veramente St. Clair l’ha difesa e protetta con assoluto amore contro tutto e tutti, anche a costo di sfidare il ridicolo?

E ancora come giudicare il comportamento di Cosme Mc. Moon, pianista sempre scettico, ma alla fine anche lui convinto di stare dalla parte della donna?

“Florence” è vincitrice ed insieme vittima di questo stringente cerchio di interrogativi.

Si entra in un gioco ad incastro affascinante e ingannevole, dal quale è difficile uscire se non facendo ricorso ad una fiducia che scavalca il ‘normale’. Il regista è bravo a muoversi con sinuosa dinamicità in questo scambio di ruoli e atteggiamenti. Ma anche attorno ai cosiddetti personaggi principali, i comprimari formano un coro pronto a cambiare partecipazione.

Tratto da un storia vera: nulla della vicenda raccontata è immaginato, ma tutto corre sul filo di una tanto suggestiva quanto affascinante invenzione.

 Cineforum / Cinema d’essai “BUIO IN SALA!”

Docu-film: “vedete, sono uno di voi”

sono uno di voi

Regia di Ermanno Olmi (documentario)
Una finestra aperta, un letto vuoto, accanto un’asta portaflebo, una brezza leggera che muove le tende. Potrebbe essere una stanza di ospedale o di una casa, dove probabilmente ha concluso i suoi giorni una persona qualunque. È la voce fuori campo, affaticata e carica di anni, a farci intuire di chi stiamo parlando: del cardinale Carlo Maria Martini, scomparso nel 2012 all’età di 85 anni.
Un profeta del nostro tempo, un uomo di spirito, che ha speso fino alla fine con fedeltà la sua vocazione, lasciandoci una grande testimonianza e – forse – un nostalgico vuoto che facciamo fatica a colmare.
Parte da qui l’ultimo lavoro di Ermanno Olmi «vedete, sono uno di voi» (titolo in minuscolo come il film ”torneranno i prati”). È sua la voce che ci accompagna in un viaggio fatto di immagini e memoria, ben ricostruita, grazie agli scritti e al dialogo avuto con l’amico Marco Garzonio che, dopo aver frequentato lungamente Martini come giornalista del Corriere della Sera fin dagli inizi del suo episcopato a Milano, si è ritrovato al suo capezzale a Gallarate mentre chiudeva gli occhi al mondo. Quello stesso che il porporato, strappato alle sue ricerche bibliche e all’insegnamento, voluto fortemente da Giovanni Paolo II sulla cattedra di Ambrogio, ha aiutato a leggere attraverso la luce della Parola.
Un resoconto storico sull’umanità di Martini, sulle sue origini, sulla sua infanzia e giovinezza, nonché sulla sua scelta di speciale consacrazione avvenuta all’età di dieci anni.
Un incrocio con i fatti del tempo (dal terrorismo degli «anni di piombo» fino a Tangentopoli, con tutti i conflitti, la corruzione, nonché la crisi del lavoro giunta fino ad oggi) che hanno spinto uno dei più grandi rappresentati della Chiesa cattolica a interrogarsi sul senso della giustizia, della libertà e della coscienza dentro l’orizzonte della fede.
Un ritratto del «maestro» che è stato capace di interagire con l’intelligenza non credente su temi comuni che potessero in qualche modo aprire al dialogo e al confronto.
Un’opera che attraverso la fotografia, le immagini di repertorio, la scelta di musiche appropriate invita quasi a fare silenzio, perché l’ascolto cali nel profondo, così che lo spettatore torni di nuovo a porsi quelle domande di senso che rischiano, come sempre, di essere evase. Ancora una volta un dono, questo docufilm, del grande cineasta bergamasco, perché non si dimentichi quello che il Card. Martini é stato: un vero uomo di Dio.

Cineforum – Vista Mare

vistamare

(ITA 2017 – 85 min’)

Regia di ANDREA CASTOLDI

Genere: commedia drammatico-surreale

Cast principale: Arturo Di Tullio, Pietro Sarubbi, Lorenza Pisano, Toni Pandolfo, Alberto Agnoletto, Rebecca Amodeo

Tematiche: crisi economica, futuro, lavoro, emigrazione

 Italia 2020. La regione Puglia è ormai diventata una frontiera militarizzata, una linea di confine da non oltrepassare. Al collasso per le migliaia di persone che in pochi mesi l’hanno invasa.  Lo stato italiano è ormai alla deriva e le rivolte popolari, le manifestazioni si susseguono a causa di una crisi economica sempre più soffocante. Un gruppo di italiani è nascosto da settimane in un vecchio casolare abbandonato nella Foresta Umbra del Gargano, in attesa di poter salire su un gommone e raggiungere la tanto sognata Albania….

Dice Andrea Castoldi, quarantunenne autore lombardo, al suo secondo lungometraggio, dopo ≪Ti si legge in faccia≫ film del 2014: “Fare film ‘low budget’ è come pernottare in una camera d’albergo senza comfort. Niente frigo bar, lenzuola di carta, bagno in comune nel corridoio e fiori finti in un vaso. Ma quando hai una storia da raccontare, dimentichi la pochezza di quel posto, perché in fondo quel che conta veramente è con chi condividi il letto. Qui racconto in maniera disincantata una possibile realtà, che partendo dall’attuale situazione economica italiana, si avvicina fino a farci provare ad immaginare quello che potremmo vivere in prima persona in un futuro vicino o lontano, ma sempre probabile. L’opera non ha la pretesa di smuovere le coscienze: il suo scopo è semplicemente quello di scuotere il dibattito ed il confronto. Il film è stato realizzato in soli 15 giorni e girato tra le province di Piacenza, Torino e Milano. Il basso budget a disposizione ci ha imposto un cast tecnico essenziale composto da cinque figure: fotografia, assistente di macchina, suono, produzione e montaggio”.Per farci riflettere al meglio sul messaggio di fondo: l’Italia può farcela – il regista ha dato vita ad un film dove sono gli italiani che, a causa di problemi economici derivanti dalla mancanza di lavoro (tema sempre molto attuale), sentono il bisogno di emigrare all’estero:precisamente in Albania. Così facendo, si ripropone la condizione a cui sono soggetti gli immigrati di oggi che arrivano a Lampedusa per fuggire la realtà in cui vivono. Un piccolo film che riesce a farci immedesimare nella condizione di clandestino in cui innumerevoli confini ci definiscono, segnalando discontinuità, barriere da infrangere, divieti da osservare, soglie reali simboliche. I limiti ci circondano e ci condizionano da ogni lato.

Cineforum / Cinema d’essai: “BUIO IN SALA!”

Cinema Weekend – LA BELLA E LA BESTIA

la bella e la bestia

“Una favola senza tempo, che segue le avventure di Belle, intraprendente e intelligente ragazza che si ritrova imprigionata nel castello di una misteriosa Bestia. Con l’aiuto dell’incantata servitù del castello, una tenera storia d’amore nasce tra i due insoliti amici, grazie alla quale Belle imparerà la lezione più importante della sua vita:                                la vera bellezza si trova dentro le persone…”

Chi ha visto il cartoon del 1991 sa già come andrà a finire. Ma questo film pur ricalcando il classico in tantissimi momenti, ha voluto discostarsene per creare qualcosa di nuovo.

Un’operazione che la Disney aveva d’altronde già attuato con il live-action di “Cenerentola”.

Molto più dinamico e moderno nelle riprese, il film si avvale di straordinari effetti speciali per portare in vita gli oggetti viventi del castello: Lumiere, Tockins, Miss Bric, Chicco, ecc.

Oltre a creare un castello degno di qualsiasi immaginazione.  La dimora della Bestia è un luogo sontuoso ed essenziale, lugubre e luminoso, freddo ma accogliente allo stesso tempo. Perfetto dove realizzare i sogni di Belle e di chiunque creda nell’anima gemella. Altro fondamentale ingrediente di questa riuscita versione è sicuramente l’eccellente cast scelto, in cui ogni componente si cala nella parte in maniera convincente. Più di mille persone hanno lavorato alla realizzazione dei set, arricchiti da tantissimi dettagli, che fanno la differenza. Gli enormi lampadari della sala da ballo – per esempio – sono stati costruiti uno per uno, ispirandosi ad alcuni presenti nella reggia di Versailles ed in tutto il film sono state utilizzate più di 8.700 candele. E che dire del trucco de La Bestia, che vedremo sicuramente correre meritatamente agli Oscar del 2018?

Rispetto al classico animato la trasposizione live-action si prende anche numerose libertà, forse un po’ azzardate, ma che danno una sua identità al film. Numerose le scene aggiunte, che hanno lo scopo di approfondire meglio i personaggi. Inoltre sia Belle e sia la Bestia condividono, oltre alla passione per la lettura, anche un doloroso passato familiare, con una perdita che ha inciso sulle loro vite e che li ha fatti diventare quello che sono. Un film ed un racconto amato da generazioni, capace ancora oggi di emozionare e far sognare.