Cinema Weekend – Cattivissimo me 3

cattivissimo

CATTIVISSIMO ME 3 (USA 2017 – 97 min’)

Regia di Kyle Balda, Pierre Coffin e Eric Guillon

 Trama:

Dopo esser stato licenziato dalla Lega Anti Cattivi per non essere stato capace di sconfiggere l’ultimo villain che minacciava l’umanità, Gru si trova nel bel mezzo di una grave crisi d’identità. Ma quando un misterioso individuo si presenta per informare Gru che ha un fratello gemello di cui ignorava l’esistenza, un fratello che non vede l’ora di calcare le spregevoli orme del suo gemello, l’ex super-villain riscopre immediatamente quanto sia bello essere cattivo…

In “Cattivissimo me 3” appare per la prima volta nell’esistenza del protagonista Gru il suo fratello gemello Dru, un uomo dalla folta chioma bionda, che mantiene tutti i lineamenti del cattivo per eccellenza. Gru è inizialmente euforico all’idea di conoscere il nuovo membro della famiglia, ma rimane restio a fidarsi di lui e a vederlo come una persona a lui cara, anche perché fin da subito prova invidia per la sua ricchezza, i suoi capelli e il legame che stringe con le figlie (è chiaro fin da subito, infatti, che uno dei temi principali sarà quello del valore della famiglia e cosa si è disposti a fare per proteggerla). Proprio per questo, alla sua richiesta di insegnargli ad essere cattivo, si dirà favorevole. In realtà il suo piano è un altro e riguarda il recupero di un oggetto rubato da un altro ‘Super’ cattivo, che agisce in un modo del tutto nuovo e particolare. In linea con i due precedenti film “Cattivissimo Me 3” diverte, affascina e fa riflettere. Anche se crediamo sia un po’ lungo per mantenere l’attenzione per tutta la durata, specialmente per gli spettatori più piccoli, visto il ritmo altalenante che caratterizza l’intero cartoon.

Si passa da momenti di puro divertimento e azione ad altri forse un po’ meno coinvolgenti. Eppure l’umorismo di cui è colmo il progetto consente al pubblico di passare sopra a questi piccoli dettagli, soprattutto perché il ritmo permette di apprezzare ogni singola scena e di farne tesoro.  Inoltre son tornati anche i Minions i quali – a differenza delle altre pellicole precedenti nelle quali avevano un ruolo importante nella riuscita della missione – ora hanno una parte quasi inutile ai fini del racconto. È come se facessero una storia a sé stante, se non in qualche piccolissima occasione. Coi loro battibecchi sempre incomprensibili e le loro trovate sempre fuori luogo, riescono a far ridere, regalandoci anche una performance canora esilarante. Torniamo a rivivere i mitici Anni ’80 attraverso una colonna sonora graffiante e i colpi a suon di ballo del cattivo di turno risulta essere il più ‘stravagante’ che mai.

Cinema Weekend – LA PRINCIPESSA E L’AQUILA

la bambina e l'aquila

LA PRINCIPESSA E L’AQUILA

(UK-MON-USA 2016 – 87 min’) Regia di Otto Bell

 La vera storia di Aisholpan, tredicenne mongola con il sogno di diventare la prima cacciatrice di aquile donna, arrivando a competere all’ annuale Golden Eagle Festival. Questa giovane nomade vuole dimostrare che “una ragazza può fare tutto ciò che fa un ragazzo, a condizione che sia determinata”.

La storia è ambientata sui monti Altai, nel nord della Mongolia, la parte più remota del paese, in un luogo in cui le donne sono sempre state considerate  troppo fragili per cacciare le aquile… Sulle montagne della Mongolia, in un paesaggio freddo e inospitale, l’addestramento dell’aquila va avanti da millenni, passando di padre in figlio. La giovane Aisholpan però, si sente fortemente attratta da queste prove belle e rischiose, e fa di tutto per interrompere la tradizione. La protagonista ha appena tredici anni, ma ha già deciso di diventare la prima donna addestratrice di aquile del proprio Paese. Il padre, dopo qualche incertezza e i pareri contrari di alcuni ‘saggi’ del posto, acconsente e si mette a disposizione della figlia. Questa farà sacrifici di ogni tipo per presentarsi al meglio alla gara che assegnerà l’ambito titolo. La gara assume gli aspetti di un rodeo nel west, il direttore detta i tempi, il pubblico partecipa e si accalora, esplode nell’ entusiasmo finale per la vincitrice.

È la ricostruzione vivida e rigorosa di un’avventura che ha i contorni della favola, su di uno sfondo di ruvidezza rupestre, smaltata da una vena poetica che rapisce e conquista.

Come il volo leggero e terribile dell’aquila, a tratti ripreso in incredibile soggettiva e al rallenti.  La natura è come una madre, tra panorami possenti, guance arrossate dal sole e dal freddo, cieli tersi e nuvole tentacolari al suono della ‘dombra’, uno strumento musicale che è quasi una balalaika. Costruito come un documentario avventuroso il film ha il pregio, non solo di farci conoscere ambienti lontani a noi sconosciuti, ma anche di regalarci uno spaccato autentico di un mondo in cui vivere è affrontare quotidianamente sfide difficili e vitali.

Cinema Weekend – Spider-man Homecoming

Immagine

spiderman

SPIDER-MAN: HOMECOMING (USA 2017 – 130 min’)

Regia di Jon Watts

Trama:

Il giovane Peter Parker/Spider-Man, entusiasta della sua esperienza con gli Avengers, torna a casa, dove vive con la zia May, sotto l’occhio vigile del suo nuovo mentore Tony Stark. Peter cerca di tornare alla quotidiana routine,  distratto dal pensiero di dover dimostrare di valere di più dell’amichevole Spider-Man di quartiere, ma quando appare l’Avvoltoio, tutto ciò a cui Peter tiene maggiormente viene nuovamente minacciato

 Spider-Man torna a casa! Sebbene “The amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro” avesse uno spiraglio aperto per una terza avventura, il successivo ritorno sul grande schermo per il supereroe più famoso e di tutti i tempi, sceglie di prendere tutt’altra strada. Frutto di un accordo tra Marvel e Sony Pictures, il film di Jon Watts arriva con un’aura di operazione puramente commerciale, alimentando non poco il sapore di quello che non fatica ad apparire come un reboot in salsa Disney channel. Aspetto che lascia tranquillamente intuire che l’intento dei produttori fosse quello di conquistare il pubblico degli spettatori under 15.

Ed è vero che il buon ritmo generale rende il tutto veloce e scorrevole, nonostante la non breve durata. Sembra quasi che la Sony e i Marvel Studios abbiano metabolizzato il successo del concorrente e dissacrante “Deadpool” della Fox, pescando da quest’ultimo solo l’autoironia che si potesse adattare a Spider-Man, senza però snaturarlo e senza quegli eccessi. Abbiamo in particolare apprezzato che questa leggerezza non abbia impedito un margine di vera fallibilità del giovin protagonista, riflesso bene nello svolgimento della storia, che è meno prevedibile di quanto si possa pensare. Ciò che più conta è che, terminata la visione, la prospettiva dell’inevitabile sequel suona comunque meno pesante, perché “Spider-Man: Homecoming” si è guadagnato con l’impegno un buon piazzamento, pur partendo sfavorito e allestendo un ensemble di personaggi ai quali riesce a farti affezionare.