Speciale Hallowen – Vampiretto

vampiretto

VAMPIRETTO (GER 2017 – 83 min’)

Regia di Richard Claus e Karsten Kiilerich

Rudolph Sackville-Bagge sta per compiere 13 anni per la trecentesima volta. È infatti un vampiretto che vive in Transilvania, apparentemente indisturbato. Ma il perfido Rookery, cacciatore di vampiri, è in agguato e riesce a fare prigioniera quasi tutta la sua famiglia. Riescono a fuggire solo il ragazzo, i genitori e la sorella Anna, riparando nella vicina Germania presso un bed-&- breakfast che ospita una famiglia di San Diego in vacanza. Sarà proprio Tony, il figlio della coppia di americani, ad aiutare il vampiretto Rudolph a contrastare il perfido Rookery, mentre fra i due 13enni nascerà una inaspettata amicizia…

Basato sulla saga di libri per ragazzi scritti da Angela Sommer Bodenburg, che ha venduto oltre 20 milioni di copie in 30 paesi nel mondo. Il racconto in questo film si colora di una ironia simpatica, per quella che avrebbe potuto essere una storia troppo dark, rendendola adatta sia al pubblico più giovane, sia ai genitori, che coglieranno i numerosi riferimenti “in codice”.  L’animazione ha una sua originalità non riconducibile né alla matrice statunitense, né a quella giapponese, con scene d’azione che abbondano sottoforma di inseguimenti e di battaglie all’ultimo spruzzo d’aglio. Facendo leva su una delle fantasie più frequenti nei bambini: quella di volare, con un misto di sgomento ed euforia, guardando i propri piedi penzolare nel vuoto, perdendo l’equilibrio in aria e scoprendo di potersi librare come un uccello (o un vampiro!).

Al centro della storia c’è l’amicizia e l’altruismo che questa richiede, e “Vampiretto” si rivela così una gradevole parabola sul coraggio e la volontà di superare le differenze in nome di una comune voglia di avventura. C’è una grazia lieve nel modo in cui gli animatori hanno raccontato la vicenda, con tanto di parentesi romantica (Tony ed Anna scopriranno qualche regola dell’attrazione). E la coproduzione, che ha coinvolto diverse nazioni tra cui Germania, Inghilterra, Danimarca e Paesi Bassi, fa intravvedere una strada europea all’animazione che non passi necessariamente attraverso il polo inglese e nord-americano.

Cineforum – LA TENEREZZA

la tenerezza       

LA TENEREZZA (ITA 2017 – 103 min’)   Regia di GIANNI AMELIO

Genere:  Drammatico

Cast principale:  Renato Carpentieri, Elio Germano, Giovanna Mezzogiorno, Giuseppe Zeno,  Greta Scacchi, Maria Nazionale, Arturo Muselli

Tematiche:  famiglia, figli, disagio, misantropia, rancori, solitudine, tradimento

Target: dai 16 anni

Dell’anziano Lorenzo, che vive nei quartieri del centro “nobile” di Napoli, scopriamo i dettagli a poco a poco. Un tempo avvocato di successo, la sua reputazione professionale si è guastata per chiacchiere su presunti imbrogli. L’avvocato si è appena salvato da un infarto, ed è quasi dispiaciuto di essere ancora vivo. È un misantropo che – rimasto vedovo – ha allontanato da sé i due figli che dice di non amare: il giovane Saverio, superficiale e interessato solo ai suoi progetti, e la più matura Elena, traduttrice della lingua araba per il Tribunale che soffre in silenzio per la distanza dal padre. Lorenzo non ha rapporti quasi con nessuno, se non con il nipotino Francesco, forse l’unico che accetta il suo carattere burbero e scostante. Finché arriva nell’appartamento accanto al suo una famiglia di nuovi vicini di casa: Fabio, ingegnere navale del Nord Italia, è un giovane sensibile, spaesato dai continui cambi di città per il suo lavoro, che si porta dietro un bagaglio di fragilità; Michela, solare e gioiosa e con una vita inizialmente molto libera, si apre facilmente agli altri. Lei e tutta la famiglia, compresi i due bambini piccoli, entrano nella vita dell’anziano avvocato che passa sempre più tempo da loro e che sembra davvero interessato, tanto da provare un imprevedibile affetto per loro. Ma un avvenimento inaspettato cambierà tutto… Gianni Amelio parte dal romanzo di Lorenzo Marone ‘La tentazione di essere felici’ per tradirlo come già fatto in altri suoi film (e come è legittimo che sia). Tra i punti a suo favore c’è sicuramente la prova del protagonista Renato Carpentieri, grande attore di teatro, che debuttò al cinema proprio con Amelio in uno dei suoi film migliori (“Porte aperte” dal romanzo di Sciascia). L’interpretazione e il ruolo di Carpentieri sono il potente fulcro attorno al quale si dipana questo film. Meccanismi che funzionano abbastanza bene, grazie anche ad attori come Elio Germano, Micaela Ramazzotti e Giovanna Mezzogiorno (con un cameo di Greta Scacchi). Da grande regista e narratore, propone comunque allo spettatore tanti spunti interessanti di riflessione: sul rapporto padre/figli, sui rancori che si sedimentano in una famiglia, le frustrazioni infantili che – se non risolte – creano disturbi nel presente, sui guasti di un’educazione priva di calore e affetto, sull’aridità di cuore che può inacidire una vecchiaia tutt’altro che serena. E, dopo tanto soffrire arriva alla tenerezza del titolo, con un finale che dà un po’ di respiro e di speranza, regalando forse una possibilità nuova a un padre (e a una figlia) sconfitto dalla vita e dai suoi errori.

– GLOBO D’ORO 2017 A RENATO CARPENTIERI COME MIGLIOR ATTORE.

{ALTRE CANDIATURE: MIGLIOR FILM, SCENEGGIATURA E ATTRICE (MICAELA RAMAZZOTTI).}

– NASTRO D’ARGENTO 2017: MIGLIOR FILM, REGIA, ATTORE PROTAGONISTA (RENATO CARPENTIERI) E FOTOGRAFIA (LUCA BIGAZZI).

{ALTRE CANDIDATURE: MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA (GIOVANNA MEZZOGIORNO E MICAELA RAMAZZOTTI), SCENOGRAFIA E SONORO IN PRESA DIRETTA.}

Cineforum / Cinema d’essai: “LO SGUARDO APERTO”

 

Cineforum – Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse

famiglia all'improvviso

FAMIGLIA ALL’IMPROVVISO – ISTRUZIONI NON INCLUSE (FRA-UK 2016 – 118 min’)

Regia di HUGO GÉLIN

Cast principale: Omar Sy, Clémence Poésy, Antoine Bertrand, Gloria Colston, Ashley Walters

Genere:  Commedia-drammatica – Tematiche:  amore, coppia, malattia, paternità

Target:  Dagli 11 anni

Bello, affascinante, festaiolo, nonché spudorato mentitore, Samuel è il classico immaturo che pensa di poter fare sempre i suoi comodi nel paradiso della Costa Azzurra francese, continuando a contare sulla benevolenza della donna che gli ha dato un lavoro in uno stabilimento balneare, che cerca disperatamente di ottenere da lui un minimo di responsabilità. Una mattina, dopo l’ennesima festa che si è protratta fino al’alba, Samuel riceve la visita di Kristin: l’avventura di una notte. Kristin ha in braccio un bebè che lascia a Samuel dicendogli che lui è il padre, dopodiché scappa. L’unica cosa che Samuel sa di lei è che abita a Londra, per cui l’uomo parte immediatamente per la capitale inglese, per restituirle una figlia che non vuole. Nonostante le ricerche non la trova, incappa però in Bernie, un produttore che propone a Samuel un impiego come cascatore in una serie tv. Con un salto temporale, ecco passati otto anni: Samuel è uno stuntman di successo e vive in una bella casa con sua figlia Gloria. La bambina è la gioia del padre, divenuto un uomo responsabile e un padre devoto, entusiasta del suo nuovo ruolo. Gloria è felice, anche se sente la mancanza della madre, che crede sia un’agente segreto (grazie agli arditi artifizi informatici del padre, che le fa recapitare foto di lei da mezzo mondo). Il ritorno improvviso di Kristin – che si è rifatta una vita a New York e che vorrebbe per sé la figlia – porta ad un aspro confronto tra i due adulti, con le inevitabili conseguenze…                      Dal Sud della Francia a Londra. Appare sospeso tra i toni tra la commedia familiare e la favola questo secondo lungometraggio del cineasta francese Hugo Gélin, che è anche il remake di un film messicano del 2013, “No se aceptan devoluciones” di Eugenio Derbez. C’è uno squarcio ma anche un’impermeabilità verso il futuro della vicenda narrata.        Il regista crea infatti meccanismi immediati, dove l’identificazione è istantanea: mette in atto il potere persuasivo della parola. Gélin riesce a creare la complicità tra padre e figlia, grazie anche alla prova di Omar Sy. C’è il cinema e il suo momentaneo inganno, evidente nelle scene da ‘stunt’ del protagonista. Tutte potenziali seduzioni di un film che però poi si fa però progressivamente risucchiare dalla sua storia, ma che mostra alcuni suoi limiti soprattutto nella parte in tribunale. Forse per non allontanarsi dal modello del film messicano. Forse per ricreare quella sospensione tra commedia e dramma, quasi a replicare il successo di “Quasi amici”.

Due sconosciuti (inizialmente), un destino: stavolta, forse, un po’ troppo telefonato.

Cinema Weekend – Cars 3 torna a grande richiesta!!

cars3

CARS 3 (USA 2017 – 102 min’)

Regia di Brian FeeProduz. Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures

Saetta McQueen non è più la macchina veloce di un tempo, capace di sbaragliare qualsiasi avversario in pista. Dopo anni segnati da una lunga serie di successi, una nuova generazione di macchine comincia a fare la sua comparsa in pista. Saetta viene così battuto ripetutamente da un nuovo promettente campione: Jackson Storm e, in un disperato tentativo di dimostrare di avere ancora la stoffa di un tempo, subirà un brutto incidente che potrebbe porre fine alla sua carriera. Con l’aiuto di un nuovo magnate che prenderà in mano Rust-eze, compagnia da sempre sponsor di Saetta, e di una nuova allenatrice, Cruz Ramirez, Saetta McQueen tornerà in pista, pronto a fare la storia per l’ennesima volta. Ce la farà anche questa volta?…

 Dopo il successo dei primi due film della serie “Cars – Motori Ruggenti” (2006) e “Cars 2” (2011) – torna al cinema un nuovo capitolo di uno dei franchise di punta della Disney Pixar. Il regista, Brian Fee, al suo primo film, è però un nome noto alla Pixar, avendo già lavorato allo storyboard di film importanti come i precedenti “Cars”, con “Ratatouille” (2007) e “Wall-E” (2008). Cars 3 è il nuovo capitolo della serie che porta ancora una volta sullo schermo una avventura dell’amato Saetta McQueen, stavolta accompagnato da nuovi, iconici personaggi. La Pixar con questo nuovo film intende tornare all’origine della storia di Saetta McQueen. L’ossatura narrativa infatti prevede che, come nel primo lungometraggio, ci sia un corridore attempato che vede crescere accanto a sé una nuova generazione: in questo caso l’attempato è proprio Saetta, che dovrebbe teoricamente essere costretto a lasciare il passo a Jackson Storm. “Cars 3”, tuttavia, ha anche il compito di allontanarsi dalla parodia spionistica del secondo atto, per riabbracciare lo spirito col quale la saga era partita, cioè un omaggio commosso alla tradizione delle corse automobilistiche, unito alla celebrazione delle strade americane, le grandi strade che attraversavano e attraversano gli Stati Uniti. Nonostante il responso della critica fosse stato per la prima volta nella storia Pixar non come al solito entusiasta, il primo “Cars” portò a casa due nomination all’Oscar ed un buon successo al botteghino, senza contare gli importantissimi incassi di giocattoli e affini. Nel secondo capitolo “Cars 2” accusò critiche ancora più aspre, ma riuscì a migliorare il risultato al boxoffice e per questa seconda avventura il mondo delle auto parlanti intrecciò vari tipi di folklore in giro per il mondo, seguendo le avventure di Cricchetto, un carro attrezzi e spalla comica di Saetta, promosso protagonista per la gioia dei bambini. Questo terzo episodio si propone di tornare alle origini, privilegiando la storia e gli aspetti morali di questa favola che vedono messi sempre in risalto il valore dell’amicizia e la volontà di non arrendersi di fronte alle difficoltà.