Cinema Weekend – Wonder

wonder weekend

WONDER (USA 2017 – 113 min’)

Regia di STEPHEN CHBOSKY

August (Auggie) Pullman ha dieci anni, gioca alla playstation e adora Halloween, perché è l’unico giorno dell’anno in cui si sente normale. Affetto dalla nascita da una grave anomalia cranio-facciale, Auggie ha subito ventisette interventi e nasconde il suo segreto sotto un casco da cosmonauta. Educato dalla madre e protetto dalla sua famiglia, Auggie non è mai andato a scuola per evitare un confronto troppo doloroso con gli altri. Ma è tempo per lui di affrontare il mondo e gli sguardi sconcertati o sorpresi di allievi e professori. Gli inizi non sono facili, inutile mentirsi e Auggie fa i conti con la cattiveria dei compagni. Arrabbiato e infelice, il ragazzino fatica a integrarsi fino a quando un’amicizia si profila all’orizzonte. Tra bulli odiosi e amici veri, Auggie troverà il suo posto e si meriterà un’ovazione… 

Tante voci, tanti sguardi, cui se ne aggiungono altri: i genitori soprattutto, la madre totalmente affezionata al figlio ma fragile e preoccupata; il padre, il più solido tra tutti e sempre presente per la moglie e per i figli. Poi c’è il preside e l’insegnante di Auggie, il fidanzato della sorella, i bulletti della scuola e Summer, che tra tutti gli amici ha lo sguardo più libero. Tanti temi, dall’educazione, all’innamoramento, alla famiglia, tutti raccontati con lo sguardo delicato dal regista Stephen Chbosky, che aveva già mostrato con il suo bel film precedente “Noi siamo infinito” (tratto da un suo romanzo) di avere leggerezza nel tocco, nella cura e nell’affetto per i personaggi, ma soprattutto uno sguardo irrimediabilmente positivo sulla realtà. Colpisce infatti in questo film la positività nella rappresentazione dei luoghi che nel cinema, in particolare quello per ragazzi, vengono rappresentanti come “cattivi”. La scuola rimane un luogo dove ci sono persone interessate a te e alla tua crescita; ma soprattutto, per una volta viene rappresentata la famiglia che, nonostante tutte le difficoltà, è il nodo più importante degli affetti e della crescita.

Va citata la ‘tag-line’ del film: «Se non ti piace quello che vedi, cambia il tuo modo di guardare». Una frase coraggiosa in un mondo che troppo spesso ci dice «se non ti piace quello che vedi, eliminalo». “Wonder” è uno di quei film che sono necessari, perché è un film che educa lo sguardo sugli altri.

Cineforum – Wonder

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WONDER (USA 2017 – 113 min’)

Regia di STEPHEN CHBOSKY

August (Auggie) Pullman ha dieci anni, gioca alla playstation e adora Halloween, perché è l’unico giorno dell’anno in cui si sente normale. Affetto dalla nascita da una grave anomalia cranio-facciale, Auggie ha subito ventisette interventi e nasconde il suo segreto sotto un casco da cosmonauta. Educato dalla madre e protetto dalla sua famiglia, Auggie non è mai andato a scuola per evitare un confronto troppo doloroso con gli altri. Ma è tempo per lui di affrontare il mondo e gli sguardi sconcertati o sorpresi di allievi e professori. Gli inizi non sono facili, inutile mentirsi e Auggie fa i conti con la cattiveria dei compagni. Arrabbiato e infelice, il ragazzino fatica a integrarsi fino a quando un’amicizia si profila all’orizzonte. Tra bulli odiosi e amici veri, Auggie troverà il suo posto e si meriterà un’ovazione…

Tante voci, tanti sguardi, cui se ne aggiungono altri: i genitori soprattutto, la madre totalmente affezionata al figlio ma fragile e preoccupata; il padre, il più solido tra tutti e sempre presente per la moglie e per i figli. Poi c’è il preside e l’insegnante di Auggie, il fidanzato della sorella, i bulletti della scuola e Summer, che tra tutti gli amici ha lo sguardo più libero. Tanti temi, dall’educazione, all’innamoramento, alla famiglia, tutti raccontati con lo sguardo delicato dal regista Stephen Chbosky, che aveva già mostrato con il suo bel film precedente “Noi siamo infinito” (tratto da un suo romanzo) di avere leggerezza nel tocco, nella cura e nell’affetto per i personaggi, ma soprattutto uno sguardo irrimediabilmente positivo sulla realtà. Colpisce infatti in questo film la positività nella rappresentazione dei luoghi che nel cinema, in particolare quello per ragazzi, vengono rappresentanti come “cattivi”. La scuola rimane un luogo dove ci sono persone interessate a te e alla tua crescita; ma soprattutto, per una volta viene rappresentata la famiglia che, nonostante tutte le difficoltà, è il nodo più importante degli affetti e della crescita.

Va citata la ‘tag-line’ del film: «Se non ti piace quello che vedi, cambia il tuo modo di guardare». Una frase coraggiosa in un mondo che troppo spesso ci dice «se non ti piace quello che vedi, eliminalo». “Wonder” è uno di quei film che sono necessari, perché è un film che educa lo sguardo sugli altri.

Cineforum – Gifted

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GIFTED – IL DONO DEL TALENTO
(USA 2017 – 101’) Regia di MARC WEBB
Con: Chris Evans, Mckenna Grace, Lindsay Duncan, Octavia Spencer
“Frank è single e sta crescendo Mary, sua nipote e figlia di sua sorella:
una bambina assolutamente geniale. Quando controvoglia deve andare
a scuola si ritrova in una condizione distante dai suoi coetanei. Ciò le procura disagio, anche perché ad aggravare la situazione, interviene la nonna materna Evelyn, che la vuole sottrarre a Frank per spingerla sul versante dell’eccellenza negli studi…”

Cineforum – Seconda parte

CINEFORUM al Cine-Teatro SAN MARCO
Via don P. Giudici, 19-21 e Corso Roma, 34 – Cologno M.se (MI)

LO SGUARDO APERTO – CINEMA: ESPERIENZA DI UMANITA’
“Diciamo subito una cosa: l’arte non è a servizio della pastorale, ma è esperienza di umanità. Non bisogna considerare l’arte propriamente come uno strumento pastorale. Se mai bisogna accostarsi ad essa come un’espressione profonda dell’umanità, dei suoi bisogni, dei suoi desideri, delle sue aspirazioni, ma anche dei suoi dubbi e dei suoi drammi. Leggere un’opera d’arte, accostarsi a un romanzo, vedere un film non significa affatto trovare uno strumentario, ma ascoltare l’esperienza umana che in quell’espressione artistica emerge e viene espressa. Un ascolto che raccoglie una tale densità di esperienze che mai si farebbe nella propria esistenza. Un secondo aspetto, che definirei del “pensiero metaforico” è che l’arte possiede una logica umana profonda, che non si limita ad una logica matematica. Per esempio, Dostoevskij diceva: “Non sempre nella vita e nell’arte due più due fanno quattro”. C’è perciò una logica differente che permette di penetrare più intimamente nel tessuto dell’esperienza umana, facendo vedere il mondo non solo in bianco e nero, ma con tutte le sue sfumature di colori.”
(Da un’intervista a cura dell’ACEC a Padre Antonio Spadaro, direttore della rivista “La civiltà cattolica”)
Come animatori di una Sala della Comunità impariamo sempre da ciò che facciamo. Perché il permettere di condividere con la fruizione dei film, cioè di prodotti culturali nonché delle proprie risonanze, ci porta ad un livello di effettiva relazione: questo è il valore forte. Bisognerebbe saper partire non solo dai concetti dell’opera, ma lasciare piuttosto che sia il livello più esperienziale ed emotivo a emergere. Ovvero far scaturire dai film che proponiamo, per esempio, cosa percepisco io interiormente? Quali sono i sentimenti che avverto? Che cosa più mi ha attirato? Che cosa, invece, mi ha allontanato o ancora mi ha lasciato indifferente? Occorre entrare, dunque, in un “dialogo esperienziale”, e pure emotivo, che ci consenta di ragionare sui “significati”, ma non quelli puramente ed astrattamente oggettivi o legati all’ intenzione dell’autore. Semmai, per comprendere il senso di quell ’opera alla luce dell’esperienza che ciascuno ne ha fatto. In definitiva potemmo dire che non c’è riflessione se non c’è esperienza. Buona visione!

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Cinema Weekend – Nut Job 2 Tutto molto divertente

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NUT JOB 2: TUTTO MOLTO DIVERTENTE

(CAN-USA 2017 – 95 min’) Regia di Cal Brunker

 La storia si svolge nella città di Oakton, dove un sindaco malvagio vuole radere al suolo Liberty Park per costruire un pericoloso e più remunerativo parco divertimenti. Spocchia e il suo team di amici faranno di tutto per salvare la loro casa, sconfiggere il sindaco e tornare a vivere nel parco… 

Al termine del primo film “Nut Job – Operazione noccioline”, il furbo scoiattolo Spocchia aveva conquistato, insieme ai suoi amici roditori, un intero negozio di noccioline. Ed è proprio qui che li ritroviamo, intenti a rimpinzarsi di arachidi senza curarsi del domani o di mettere via delle scorte per l’inverno. Atteggiamento indolente, che allarma non poco la scoiattolina Andie, molto preoccupata che i suoi amici possano dimenticare la loro natura selvaggia e perdere così il loro istinto. Ma un incidente riporterà ben presto tutti i roditori nel parco, costringendoli a impegnarsi non solo a cercare il cibo!                In questo secondo capitolo il testimone della regia è passato a Cal Brunker, già conosciuto per il bel film “Fuga dal pianeta Terra”, che mette nuovo slancio in questo nuovo action-movie, con un netto miglioramento nelle animazioni e nel ritmo. La storia travolge con ingegnosi piani per impedire ai cattivi di demolire il parco, li sensibilizza al tema della natura e li commuove con il rapporto d’amicizia tra Spocchia e il suo Amico. Il film è l’occasione quindi sì per far meditare i bambini sui temi legati all’ambiente, alla speculazione edilizia e la corruzione ma anche per riproporre l’importanza dell’amicizia, e porre l’accento sullo spirito del gruppo, per dare una spinta a sfuggire all’indolenza e alla pigrizia. Un franchise capace anche di conquistare piccoli e grandi, usando con sapienza la musica che più ci rapisce. Se nel primo film infatti Spocchia ed i suoi amici chiudevano il film ballando Gangnam Style insieme ad uno PSY animato, qui i nostri amici pelosi si lasciano trascinare sulle note di Andiamo a comandare di Fabio Rovazzi.

Cinema Weekend – Ferdinand

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FERDINAND (USA 2017 – 106 min’)

Regia di Carlos Saldanha, Cathy Malkasian, Jeff McGrath.

 Il film d’animazione racconta la storia di un giovane toro dal cuore grande e gentile, che adora stare seduto sotto gli alberi e annusare fiori profumati invece di battersi a cornate come usano i suoi simili. Tuttavia, pur grande e forte, un giorno viene scambiato per una toro da combattimento e catturato finisce in Spagna per essere impiegato nelle corride. Ferdinand, però, non vuole combattere nell’arena ed è deciso a tornarsene a casa sua, così insieme ad una squadra di animali emarginati si avventura nel lungo viaggio di ritorno… 

Dopo aver prodotto “Biancaneve” proprio Walt Disney si lasciò incantare dal racconto de “La storia del toro Ferdinando” al punto da realizzare un cortometraggio che si aggiudicò l’Oscar come miglior corto animato. Dopo ca. 80 anni i Blue Sky Studios de “L’era glaciale” e di “Rio” ci riprovano. Il tema scelto è proprio quello della non violenza (all’epoca tanto criticato), ma perfetto oggi da riproporre ai più piccoli, continuamente bombardati da messaggi che incitano alla prepotenza per adattarla al grande schermo.

I protagonisti del film, tutti ben caratterizzati, sono accompagnati sullo schermo dai molti personaggi che riescono a strappare ampi sorrisi, come la capra “coach” e gli allegri ricci, che aiuteranno “Ferdinand” a scappare. Relegati soprattutto al ruolo dei cattivi invece gli umani, riscattati però dalla presenza della bambina amica e del suo comprensivo papà.  Rimarrete incantati dai colori accesi e dalle linee morbide del film, che cela anche tanti altri temi importanti oltre a quello della non violenza, come quello dell’essere se stessi, al di là delle apparenze. Agli occhi dell’uomo sembra il più feroce dei tori, ma dietro alla sua enorme mole si cela un animo nobile e pacifico. Per questo viene preso in giro dagli altri coetanei. Ma lui non si vergogna di essere quello che è. E perché dovrebbe? Ognuno è diverso ed unico, ma non per questo non può condividere con gli altri gli stessi interessi. Altro tema sviluppato è quello del poter scegliere la propria strada e non rinunciare ai propri sogni. Buona visione!