Cinema weekend – Io c’è

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IO C’É (ITA 2018 – 100 min’) Regia di ALESSANDRO ARONADIO

Massimo Alberti è il proprietario del “Miracolo Italiano”, bed & breakfast un tempo di lusso ridotto ormai ad una fatiscente palazzina. La crisi, che ha messo in ginocchio la sua attività, sembra non aver toccato i suoi vicini, un convento gestito dalle suore sempre pieno di turisti, a cui le pie donne offrono rifugio in cambio di una spontanea donazione esentasse. Massimo ha un’illuminazione: per sopravvivere deve trasformare il suo “Miracolo Italiano” in un luogo di culto. E per farlo deve fondare una sua religione. Nasce così lo “ionismo”, la prima fede che mette l’ IO al centro dell’universo. Ad accompagnare Massimo nella sua missione verso l’assoluzione da tasse e contributi c’è la sorella Adriana – irreprensibile commercialista – e Marco uno scrittore senza lettori ed ideologo perfetto del nuovo credo….

E’ questa la storia del nuovo film di Alessandro Aronadio. Dopo “Orecchie” il regista romano decide di affrontare un tema così ‘intoccabile’ come la religione. E soprattutto decide di riderci sopra. Lo affronta da ateo, ma senza mai ridicolizzare chi crede. Anzi. Sta di fatto che in un momento di crisi sarà proprio un prete ad indicare la strada giusta da percorrere a quel ciarlatano ormai diventato un inconsapevole guida dello ‘Ionismo’. Questo film fa riflettere quindi sull’ importanza del credere e sulla responsabilità delle religioni.  Da sempre l’essere umano ha bisogno di risposte e rassicurazioni e di storie, non importa se esse siano vere o false, l’importante è che ci facciano addormentare sereni la sera.  Di sicuro la storia di Aronadio, scritta insieme a Renato Sannio, Edoardo Leo e Valerio Cillio, è una di queste. Buona visione!

Cinema Weekend – E’ ARRIVATO IL BRONCIO

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E’ ARRIVATO IL BRONCIO (UK-MEX 2018 – 90 min’) Regia di ANDRES COUTURIER

Per un ragazzino riservato come Terry, trascorrere le vacanze estive nello straordinario parco divertimenti della nonna Mary, era un’esperienza già incredibile. Ora che però la nonna non c’è più, il parco rischia di chiudere. Ma tutto cambia quando, grazie ad una magia, Terry raggiunge un vero regno incantato, molto lontano però da quello descritto nei racconti della nonna. Broncio – un mago brontolone – ha infatti lanciato un sortilegio nel paese rendendo tutti tristi e sconsolati. Riuscirà Terry a risolvere la faccenda e ritornare a casa? Per farlo, dovrà attraversare il Regno alla ricerca di una ‘formula magica’ che possa ridare a tutti la felicità, aiutare una principessa e sconfiggere strane creature fantastiche… 

Ispirato al personaggio principale di una serie animata degli anni ’70 (ripresi come punto di partenza), questo film di animazione si guarda attorno, davanti e dietro nella storia del cinema, pescando non solo da “’Il Mago di Oz” ma anche dal più recente disneyano “Come d’incanto” e dialoga, nel disegno, con altri personaggi creati dalla matita di Craig Kellman, ovvero quelli di “Hotel Transylvania” e di “Madagascar”. Il risultato però è originale, autosufficiente e diverte in moltissime situazioni. Niente male, per esempio, le sequenze dell’Oracolo e della depressione di Alba, che la trasformerà in una nevrotica sentimentale per la quale “…la tristezza è bella, la felicità invece è per i conformisti”. Come la maggior parte dei prodotti di animazione di questi anni, anche “È arrivato il broncio” comunica su più livelli: uno rivolto ai bambini ed uno, più sarcastico, che è apprezzabile anche dagli adulti, Da un lato il racconto sembra adatto alla fascia dei più piccoli, ma dall’altro lato, l’umorismo impiegato è del tutto imprendibile sotto una certa età. E va bene così, perché ognuno coglierà ciò che gli arriva e non c’è  proprio motivo di ….fare il broncio!

Cinema Weekend – BELLE & SEBASTIEN – AMICI PER SEMPRE

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BELLE & SEBASTIEN – AMICI PER SEMPRE  (FRA 2018 – 90 min’) Regia di CLOVIS CORNILLAC

Dopo aver affrontato dei soldati tedeschi, per salvare degli ebrei in fuga dal terzo Reich ed essere scampati a un gigantesco incendio nella foresta, che ha fatto ritrovare a Sebastien il padre perduto, ora la loro amicizia si è arricchita dell’arrivo di tre cuccioli adorabili e che combinano un sacco di pasticci. La pacifica e serena esistenza tra le montagne, a mungere le mucche ed a passeggiare nella neve, viene però bruscamente interrotta da due eventi, uno più tragico dell’altro: l’imminente trasferimento in Canada con il padre, fresco sposo con Angelina, e l’arrivo di Joseph, un uomo corrotto e malvagio, che dichiarerà di essere il proprietario di Belle e vorrà portarsela via a tutti i costi insieme ai cuccioli. Riuscirà Sebastien a restare col nonno e a salvare Belle…? Quella di Belle e Sebastien è una saga ‘live action’ come ce ne sono poche. Tolti gli anni ’80, dove il pubblico dei più piccoli era al centro dell’attenzione cinematografica degli Studios, che sfornavano capolavori che hanno fatto crescere intere generazioni (da “E.T.” ai “Gremlins” passando per “I Goonies”, “La storia infinita”, “Karate Kid” e moltissimi altri), di film pensati per le famiglie non ce ne sono poi molti, se non prendiamo in considerazione l’offerta dei cartoni animati. Anche perché le storie che ruotano attorno a “Belle e Sebastien” sono ricche di temi importanti tra cui: la famiglia, il saper trovare se stessi, il coraggio, l’amicizia, l’altruismo, il contatto con la natura e la ricerca della felicità ‘tout-court’. Perché per essere davvero felici non servono solo i soldi o le belle cose, spesso basta un amico sincero ed un paesaggio immerso nella natura. Sebastien troverà la forza ed il coraggio di diventare grande e di predere le decisioni più giuste per il suo futuro. Anche se questo vuol dire crescere lontano dalle persone e dai luoghi che ama di più. Accompagnato dalla certezza che lui e Belle resteranno… amici per sempre!

Cinema Weekend – Maria Maddalena

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MARIA MADDALENA (UK 2018 – 120 min’) – Regia di GARTH DAVIS

Maria di Magdala è una fervente religiosa che fatica all’idea di doversi sposare. Poco accettata nella sua famiglia patriarcale, abbandonerà quest’ultima per seguire Gesù di Nazareth e farsi “apostola” tra gli apostoli accanto a Lui.

Imparerà il significato dell’amore e così sceglierà di soccorrere gli oppressi, aprendo il dialogo con le donne e all’accoglienza degli ultimi…

Se il 22 luglio vi capitasse di andare alla messa potreste imbattervi in questo ‘prefazio’:

“Nel giardino Egli si manifestò apertamente a Maria di Magdala, che lo aveva seguito con amore nella sua vita terrena,  lo vide morire sulla croce e, dopo averlo cercato nel sepolcro, per prima lo adorò risorto dai morti;  a lei diede l’onore di essere apostola per gli stessi apostoli, perché la buona notizia della vita nuova giungesse ai confini della terra”. Sono parole recenti, del 2016, che almeno liturgicamente potrebbero seppellire la tentazione tramandata nei secoli di rappresentare il ‘femminile’ in un unico modo fatto principalmente di peccato e penitenza. Dentro a questo orizzonte la rielaborazione è, o meglio dovrebbe ormai essere, la cifra che accompagna la figura di Maria Maddalena. In tal senso il film di Garth Davis, seppur con i suoi difettucci, che lasciamo evidenziare con dovizia ai teologhi e teologhe, si inserisce benevolmente in questa restituzione di storica consistenza oltre ogni equivoco. Nel 591 papa Gregorio Magno aveva in un colpo solo accomunato l’indemoniata alla peccatrice. Di ‘Marie’ sempre si tratta… ma a ciò va aggiunta la convergenza dei vangeli canonici, nei quali Maria di Magdala non trova una genealogia: non le viene di fatto riconosciuta quella “generatività della sua missione”. Poi nei secoli la questione si è aggrovigliata e non sarà di certo un film a sciogliere un nodo che continua a produrre volumi in ambito teologico. Se può servire, va detto che il film non nasconde i suoi intenti fin dall’incipit: nel fluttuare di un grembo uterino è la stessa voce di Maria che ci invita a pensare al regno di Dio come ad un granello di senape piantato (e qui viene il bello) da una donna. Una prospettiva, quindi, del “kerigma” – cioè la proclamazione della morte e risurrezione di Gesù Cristo – tutta al femminile, rispetto a quanto abbiamo ascoltato spesso e soprattutto solo al maschile. Un obiettivo cinematografico che nei suoi intenti si veste di rischi e di pericoli, ma che ci pare coraggioso e meritevole di una possibilità, pur con alcuni evidenti limiti che il pubblico saprà ben cogliere anche esteticamente.