Lego Batman

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LEGO BATMAN – IL FILM (USA 2017 – 104’)

Regia di di Chris McKay

 

 La vita del super-eroe è la più incredibile che ci possa essere e Batman lo sa bene. Combatte i criminali, spesso tutti insieme, e vince. Sempre! Adora essere acclamato dalla folla e venire portato in trionfo, perché lo fa sentire speciale, parte di qualcosa di più grande. Ad attenderlo dopo il successo, infatti, c’è soltanto una casa vuota, piena di stanze dove l’eco fa rimbalzare la sua solitudine e di ricordi che gli spezzano il cuore. Nessuno con cui condividere gioie e dolori di tutti i giorni…

“LEGO Batman” non è soltanto uno spin-off di “The LEGO Movie”, il precedente film diventato cult in brevissimo tempo, ma è LO spin-off, e soprattutto è IL film che fa comprendere appieno la potenza di questo nuovo ‘franchise’ lanciato con grande lungimiranza e saggezza dalla Warner & LEGO. Se il primo film ha aperto le porte di un genere e conquistato le platee di tutte le età, con una sceneggiatura intelligente e ironica, che ricollocava tutto l’universo LEGO in una nuova dimensione, qui si fa un altro passo avanti. La scelta di far dirigere “LEGO Batman” a Chris McKay non è stata casuale. Il regista è un grande appassionato e conoscitore del mondo dei fumetti in generale e di Batman in particolare e lo si nota. Tutto il film è infarcito di citazioni e omaggi all’universo Batman. Il tema della solitudine e l’importanza di fare squadra sono solo un pretesto per parlare di qualcosa di più importante e profondo. La tentazione di isolarsi dal mondo è forte, come fa ben notare Batman. Ma è solo stringendosi alle persone care che si hanno intorno, familiari e amici, che si possono superare anche le situazioni più difficili. “LEGO Batman” è quindi anche un inno alla famiglia. Non necessariamente quella tradizionale. Nel film si parla di ogni tipo di famiglia, naturale o costruita, tradizionale o moderna, chiusa o allargata. Ognuna di esse, anche quella costituita dagli amici più cari, è un valido supporto nella vita di ciascuno di noi, ed è l’unica squadra che conti davvero.

Cambio di Programma 4-5 Marzo: Ballerina

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Felicie è una bambina orfana che non riesce a stare ferma.

Il suo corpo è sempre in movimento e l’unica cosa a cui pensa è la danza. Per questo un giorno fugge dall’orfanotrofio insieme all’amico Victor, che sogna di diventare un famoso inventore, per cercare di entrare nella più importante scuola di ballo di Parigi. Grazie alla sua grande forza di volontà e a qualche piccolo inganno riesce ad accedere a una selezione per danzare con la prima ballerina dell’Etoile, ma la concorrenza è spietata e dalla sua ha solo la passione. Completamente a digiuno della più elementare tecnica, dovrà imparare molto velocemente se vorrà realizzare il suo sogno. Ad aiutarla una ex-ballerina finita in disgrazia, Odette, mentre a metterle i bastoni tra le ruote sono l’ambiziosa Camille e la sua arcigna e malefica madre….

Arriva al cinema “Ballerina”, un film che racconta sì della danza e si rivolge al cuore delle bambine, ma che usa un linguaggio universale per parlare dei sogni e di quanto sia importante lottare fino in fondo per realizzarli. Realizzato dalla canadese Atelier Animation insieme alla francese Gaumont, il film “Ballerina” è un film d’animazione sorprendente, realizzato con grande cura per ambientazioni e dettagli, un buon approfondimento dei personaggi e una vicenda capace di parlare al cuore di tutti. Nonostante il titolo e il tema della danza “Ballerina” non è soltanto un film per bambine. La storia di Felicie che sogna di diventare una ballerina dell’Etoile di Parigi è in realtà una storia che parla di sport, di passione e di quello che si è disposti a fare pur di realizzare i propri sogni. Parla di determinazione e lealtà, di forza e coraggio, di amicizia e amore. Il film, ambientato nella Parigi del 1899, quando due delle meraviglie del mondo erano ancora in costruzione: la Tour Eiffel e la Statua della libertà, parla con il cuore ed è impregnato della stessa passione che fa agire Felicie.

Tutto merito dei due registi Eric Summer ed Éric Warin, capaci di dare struttura e cuore a un film dal budget ridotto (30 milioni di dollari), se si pensa alle mega produzioni Pixar e Disney. Un po’ Dickens ed un po’ Karate Kid. Un film che riesce a conquistare velocemente l’attenzione di tutti, grandi e piccini.

Sab 21 & Dom 22: SING

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SING (USA 2016 – 108 min’)

Regia di Garth Jennings

Ambientato in un mondo come il nostro, ma interamente abitato da animali “Sing” stupisce già dai primi secondi introduttivi, grazie a spettacolari ‘piano-sequenza’ che ci accompagnano nei vari angoli della città (sembrerebbe essere San Francisco), alla scoperta di quelli che poi saranno i veri protagonisti della storia. In primis il koala Buster Moon, padrone di un teatro un tempo glorioso, ma ora caduto in disgrazia.

Vessato dai debiti e dai creditori, Buster – delirante ottimista, che ama il suo teatro più di ogni altra cosa al mondo – decide di fare un ultimo tentativo per riportare il suo gioiello agli antichi splendori, organizzando la più straordinaria gara di canto che si possa immaginare. Se poi ci mettiamo che l’anziana e rimbambita segretaria di Buster, la signorina Karen Crawley – una iguana tremolante e con un occhio di vetro – manda in stampa migliaia di volantini per le audizioni con sopra scritto ‘100.000 dollari di premio’ anziché i preventivati 1.000 dollari, ecco che la fila per i provini si fa chilometrica…

La formula di “Sing” è tanto semplice ma non per questo banale, strizzando l’occhio ai vari talent in stile X-Factor, che negli ultimi anni vanno per la maggiore, cattura così fasce di pubblico senza età: sono oltre 60 le canzoni che, per intero o brevi spezzoni, vengono utilizzate (per un attimo c’è anche «Around the World» dei Daft Punk, occhio ai calamari fluorescenti…), in una carrellata che va dai grandi classici della musica americana degli anni ’40, alle hit più recenti, finendo con l’inedita «Faith» di Stevie Wonder e Ariana Grande, composta apposta per i titoli di coda del film.

Ma non è solo una sequenza di canzoni a caratterizzare questo gioiello di animazione e la sapiente distribuzione della sua musica, che anche dal punto di vista emotivo rende unica l’opera, impreziosita da un coralità di voci e da sorprendenti coreografie.

E sarà impossibile non lasciarsi trascinare dalla performance del gorilla John o dalla performance eseguita dall’elefantina Tori Kelly, che ci ammalia cantando «Hallelujah» di Leonard Cohen, per non parlare della splendida «My Way» del mitico Frank Sinatra, rieseguita dal topo Seth MacFarlane. Roba da far venire giù un teatro.

O, meglio, capace di riedificarlo sulle sue stesse macerie. Da applausi!

In programmazione:        Sabato 21 gennaio – alle ore 21,00

Domenica 22 gennaio – alle ore 16,30  

 

CINE-TEATRO SAN MARCO Via don P. Giudici, 19-21 e Corso Roma, 34 – Cologno M.se

Robinson Crosue

 

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Un pappagallo di nome venerdì viveva tranquillamente su un’isola tropicale insieme ai suoi amici animali, quando un giorno all’improvviso una nave naufraga davanti ai loro occhi. Impauriti gli animali scappano via; solo il piccolo pappagallo corre in soccorso dell’unico superstite e insieme a pochi coraggiosi lo aiuterà a sopravvivere sull’isola….

Liberamente tratto al romanzo di Daniel Defoe, il film svolge la storia di Robinson Crusoe per renderla più facilmente accessibile anche ai bambini più piccoli. Niente cannibali sull’isola del celebre naufrago, ma un gruppo di colorati e simpaticissimi animali che corrono in aiuto dell’uomo e un paio di malvagi gatti randagi che renderanno la sua permanenza alquanto difficile.

La storia segue infatti il naufragio di un ragazzo impacciato e del suo cane su un’isola deserta abitata soltanto da un pappagallo, una capra, un martin pescatore, un maiale, un porcospino, un camaleonte e un pangolino. Inizialmente scettici e paurosi, gli animali affronteranno questa “intrusione” aiutando il povero naufrago a costruirsi un rifugio e a difendersi da due gatti che vogliono conquistare l’isola. Come era stato per “Le avventure di Sammy” e sequel – già realizzati dallo stesso regista – la parola d’ordine anche qui è l’avventura. Il film ha una buona struttura narrativa, i personaggi sono ben caratterizzati e alterna momenti di azione, divertimento ad altri più drammatici, riuscendo così a stemperare alcuni momenti altrimenti poco digeribili per i più piccoli.

Robinson Crusoe non è un capolavoro dell’animazione, ma ha comunque tutte le carte in regola per piacere, lasciando alcuni importanti messaggi che è sempre bene ribadire: non giudicare dalle apparenze, non aver paura del diverso e, soprattutto che l’unione fa la forza.

(Belgio 2015 – 90 min’)