Domenica al Cinema – Ailo, UN’AVVENTURA TRA I GHIACCI

Manifesto venerdì

ailo

AILO – UN’AVVENTURA TRA I GHIACCI (Fra 2019 – 86 min’)
Regia di Guillaume Maidatchevsky – Voce narrante di Fabio Volo
Ecco la storia di un cucciolo di renna, che intraprende un viaggio nella natura inalterata, il clima glaciale e i paesaggi che sembrano usciti da una fiaba in Finlandia. È qui che vive Ailo, la piccola renna che la macchina da presa ha seguito per tredici mesi. Con il trascorrere delle stagioni il film mostra come il cucciolo sia cresciuto in una continua lotta per la sopravvivenza, superando una sfida dopo l’altra. In questo primo anno di vita Ailo, da fragile e vulnerabile diventa una renna adulta in quell’avventura che è la vita tra i panorami innevati della Lapponia…
Il regista ha dichiarato che l’idea di girare questo film è venuta fuori grazie ai suoi figli, che un giorno lo hanno rimproverato di non aver mai fatto un film sulle renne di Babbo Natale. È così che Maidatchevsky si è reso conto che i bambini in generale conoscono molto bene gli animali della giungla e della savana, ma poco quelli del freddo Nord. Non ha però creato un altro documentario, ma una fiction, per sensibilizzare anche chi non sia già predisposto per l’ascolto di questi argomenti. Infatti pur essendo per studi un biologo, Guillaume ha poi fatto dei documentari per committenze prestigiose come: France 2, National Geographic e Sky. Ha dedicato opere ai lupi, ai babbuini ed all’esperienza nel Cantone Svizzero di chi si era impegnato per ridare spazio alla vita della fauna selvatica. Le riprese del film hanno coperto le quattro stagioni, dal maggio 2017 al giugno 2018 in 120 giorni di lavorazione. L’ambiente naturale della storia è la Lapponia finlandese, dove le renne contano n. 190.000 esemplari e risultano essere più numerose degli esseri umani. Nonostante Fabio Volo non sia nuovo al doppiaggio dopo il suo ruolo di Po in “Kung Fu Panda”, è la prima volta che si cimenta con una voce narrante per un lungometraggio.

Cinema Weekend – Pinocchio

Manifesto weekend standardpinocchio-poster

PINOCCHIO (ITA 2019 – 120 min’) Regia di Matteo Garrone
Con: Federico Ielapi (Pinocchio), Roberto Benigni (Geppetto), Gigi Proietti
(Mangiafuoco), Marine Vacht (Fata Turchina), Massimo Ceccherini (Volpe),
Rocco Papaleo (Gatto), Massimiliano Gallo (Direttore del circo).

Dal famoso libro di Collodi, la storia di un povero falegname, Geppetto, che scolpendo un ciocco di legno avuto in regalo da mastro Ciliegia, costruisce un burattino animato, che si lancia nella vita, tra avventure ed inciampi, scoprendo il senso della famiglia ed i valori fondamentali…
Il “Pinocchio” di Matteo Garrone è un racconto magico-fiabesco dove il regista è riuscito a raccordare lo sguardo degli sceneggiati Rai (quello di Comencini del ‘72) con l’immaginario visivo ricco di chiaroscuri alla Tim Burton (suo è “Big Fish” del 2003). Ha così abbandonato il suo consueto stile duro e asciutto, segnato da cupo realismo, per abbracciare i toni ed i colori della favola, del romanzo di formazione, anche a misura di bambino.
Il suo “Pinocchio” è infatti marcato da dolcezza, poesia e magia. È il racconto metaforico della vita, del diventare piccoli-grandi uomini, schivando le insidie quotidiane e mettendo al centro gli affetti. Un film per affrontare i grandi temi della vita: infanzia, famiglia, amicizia e solidarietà, che può essere visto, recuperando l’espressione di Roberto Benigni, un film per tutti: «dagli otto – agli ottant’anni».

Cineforum – Il Campione

Manifesto venerdì

ilcampione

“IL CAMPIONE” (ITA 2019 – durata: 102 min′)
Regia di Leonardo D’Agostini
Soggetto: Leonardo D’Agostini, Antonella Lattanzi
Sceneggiatura: Giulia Steigerwalt
Personaggi ed Interpreti:
Christian Ferro (Andrea Carpenzano), Valerio Fioretti (Stefano Accorsi), Massimo Popolizio (Tito, il Presidente), Ludovica Martino (Alessia), Anita Caprioli (Cecilia)

Trama
“Giovanissimo, pieno di talento ma indisciplinato, ricchissimo e viziato, Christian Ferro è un campione del calcio tutta genio e sregolatezza: il nuovo idolo che ha addosso gli occhi dei tifosi di mezzo mondo.
Valerio, solitario e schivo, con problemi economici e un’ombra del passato che incombe sul presente, è il professore che viene assegnato al giovane goleador quando, dopo l’ennesima bravata, il presidente del club decide che è arrivato il momento di impartirgli un po’ di disciplina…”
Nel centro sportivo della società calcistica s’intrecciano le vite di due personaggi quasi agli antipodi: un ragazzo di borgata, che vive nel lusso ed è circondato da falsi amici ed approfittatori. Dall’altra l’ex-professore che non s’interessa di calcio e che nasconde un grande dolore. Il rapporto tra i due all’inizio è difficile e Valerio non riesce a coinvolgere Christian nello studio. Poi, piano piano le cose cambieranno. L’esordio alla regia di questo regista 42enne è ambientato nel mondo del calcio, l’ossessione degli italiani come poche altre cose, eppure poco raccontato dal mondo del nostro cinema. In realtà, il calcio è un pretesto per un classico racconto di formazione e di crescita – attraverso l’ancora più classico rapporto tra maestro ed allievo, in cui ognuno può imparare dall’altro – ma è importante che i luoghi, gli ambienti e gli umori siano credibili.

Cineforum – Le Invisibili

Manifesto venerdìinvisibili-locandina

“LE INVISIBILI” (FRA 2019 – durata: 102 min′)
Regia di Louis-Julien Petit
Soggetto: dal libro di Claire Lajeunie.
Sceneggiatura: Louis-Julien Petit, Marion Doussot, Claire Lajeunie.
Personaggi ed Interpreti:
Audrey (Audrey Lamy), Manu (Corinne Masiero), Hélène (Noemie Lvovsky), Angelique (Deborah Lukumuena), Julie (Sarah Suco)

Trama
“Quattro assistenti sociali lavorano presso l’Envol, un centro diurno che fornisce assistenza alle donne senza fissa dimora. Quando il Comune decide di chiuderlo, le quattro donne si lanciano in una missione impossibile: dedicare gli ultimi mesi del loro impegno a trovare un lavoro al variopinto gruppo delle loro assistite, che sono abituate a vivere in strada .…”
Il cinema della ‘realtà’ si impone con rinnovato vigore con questo bel film, che affronta in primo piano un argomento molto sensibile, anche se non viene spesso portato all’attenzione generale del grande pubblico. Qui si parla di tutta quella folla anonima che vive in modo precario e in maniera altrettanto difficile trascorre la giornata, avendo anche da gestire la notte. Alle spalle c’è il lavoro sul campo di Claire Lajeunie già autrice del libro e di un documentario sulle donne senza dimora cui il film si ispira. Spunto di verità al quale si affianca una fotografia altrettanto vigorosa delle assistenti sociali e volontarie, che rappresentano coloro che trattano dal vivo i problemi ma non hanno la sicurezza di poterli risolvere. Riguardo alla messa in scena il regista ha affermato che il genere della commedia è stata la scelta migliore per raccontare la storia di queste donne, volendo fare un film pieno di speranza, luminoso e focalizzato sulla coesione del gruppo, come pure sul modo in cui ci si aiuta reciprocamente per fronteggiare le avversità.