L’usignolo e l’allodola

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Locandina AMALTEA 23 Giugno

Robinson Crosue

 

21-22 Magg Robinso Crosue

Un pappagallo di nome venerdì viveva tranquillamente su un’isola tropicale insieme ai suoi amici animali, quando un giorno all’improvviso una nave naufraga davanti ai loro occhi. Impauriti gli animali scappano via; solo il piccolo pappagallo corre in soccorso dell’unico superstite e insieme a pochi coraggiosi lo aiuterà a sopravvivere sull’isola….

Liberamente tratto al romanzo di Daniel Defoe, il film svolge la storia di Robinson Crusoe per renderla più facilmente accessibile anche ai bambini più piccoli. Niente cannibali sull’isola del celebre naufrago, ma un gruppo di colorati e simpaticissimi animali che corrono in aiuto dell’uomo e un paio di malvagi gatti randagi che renderanno la sua permanenza alquanto difficile.

La storia segue infatti il naufragio di un ragazzo impacciato e del suo cane su un’isola deserta abitata soltanto da un pappagallo, una capra, un martin pescatore, un maiale, un porcospino, un camaleonte e un pangolino. Inizialmente scettici e paurosi, gli animali affronteranno questa “intrusione” aiutando il povero naufrago a costruirsi un rifugio e a difendersi da due gatti che vogliono conquistare l’isola. Come era stato per “Le avventure di Sammy” e sequel – già realizzati dallo stesso regista – la parola d’ordine anche qui è l’avventura. Il film ha una buona struttura narrativa, i personaggi sono ben caratterizzati e alterna momenti di azione, divertimento ad altri più drammatici, riuscendo così a stemperare alcuni momenti altrimenti poco digeribili per i più piccoli.

Robinson Crusoe non è un capolavoro dell’animazione, ma ha comunque tutte le carte in regola per piacere, lasciando alcuni importanti messaggi che è sempre bene ribadire: non giudicare dalle apparenze, non aver paura del diverso e, soprattutto che l’unione fa la forza.

(Belgio 2015 – 90 min’)

Rams

06 Mag Rams storia di 2 fratell

RAMS – STORIA DI DUE FRATELLI E OTTO PECORE (orig: Hrútar)
(Islanda 2015 – 93 min’)
Regia di Grímur Hákonarson
Genere: drammatico
Cast principale: Sigurður Sigurjónsson, Theódór Júliusson, Charlotte Bøving, Jon Benonysson.
Tematiche: famiglia, tradizione, lavoro.
Gummi e Kiddi sono due anziani fratelli islandesi che non si parlano da 40 anni. Al centro della loro rivalità c’è l’ingestibilità caratteriale di Kiddi, refrattario alle regole sociali e alla mera convivenza civile.
Per questo i fratelli, pur abitando l’uno accanto all’altro nell’isolamento innevato di un isolotto all’estremo nord e pur svolgendo entrambi l’attività di pastori, comunicano solo attraverso il loro cane, che trasporta in bocca i rari messaggi fra i due. Quando un’epidemia ovina costringe i pastori del posto ad uccidere tutte le loro pecore, Gummi decide per la prima volta di fare qualcosa contro le regole: nascondere sette delle sue pecore ed un montone nella cantina della propria casa, confidando in una ripresa del gregge al termine della quarantena imposta dallo Stato. È l’inizio di una possibile riconciliazione fra due fratelli …
Non essendo il cinema islandese un prodotto di facile esportazione, ci è sembrato opportuno questo film.
Da una parte c’è la curiosità per una cinematografia non ancora conosciuta, dall’altra l’interesse per un film che comunque ha suscitato consensi ovunque sia stato presentato.
Terra di fuoco e di ghiacci, dove il regista ci mostra la fredda e rude vita dei due fratelli ambientandola in panorami silenziosi e vastissimi, nei quali la solitudine sembra essere la cifra comune di tutte le vite degli abitanti, dedite più alla cura degli animali che ai rapporti umani. Questi corpi massicci dalle lunghe barbe, che fanno assomigliare i protagonisti a guerrieri vichinghi, non sono però immuni dalle debolezze e dai desideri di tutti gli uomini, e spesso devono fare i conti con fantasmi e demoni che nemmeno le esagerate quantità di alcol riescono a sopire.
“Rams” è una storia dura, raccontata su uno sfondo irto di spine e sassi e circondata da ghiaccio, ma con una bellissima e poetica conclusione che rimanda al calore che solo l’amore tra fratelli può sprigionare.
Al di là del sottotitolo dell’edizione italiana, che suonando “Storia di due fratelli e otto pecore” potrebbe anche far pensare a una commedia campestre, il film utilizza le pecore, ma parla di esseri umani e di quanto possano essere complesse le strade per ritrovarsi in un contesto che già dalla meteorologia possiamo definire freddo e dalla posizione geografica – da noi considerata (forse) – molto distante.
– Premio ‘UN CERTAIN REGARD’ al 68° Festival di Cannes (2015).

Billy il Koala

7-8 Mag Billy il Koala

Billy è un cucciolo di koala dotato di una fervida immaginazione e di enorme coraggio.
Vuole diventare un grande avventuriero proprio come suo padre, il più grande esploratore di tutti i tempi! Quando, dopo un anno, il papà di Billy non torna a casa dopo una delle sue leggendarie avventure, Billy decide di lasciare la sua piccola città e partire, da solo, alla ricerca del padre scomparso. Percorrendo nel suo viaggio i caldi deserti australiani incontra Nutsy, una piccola Koala dello Zoo, e Jacko, un ansioso e simpatico clamidosauro. Insieme, tra mille ostacoli, i nostri giovani esploratori dovranno cercare di rimanere uniti ed essere molto coraggiosi e svegli per riuscire a portare a termine la loro missione…
Nato in Australia nel 1933 grazie alla serie di libri “The Adventures of Blinky Bill”, è diventato popolare in tutto il mondo anche per film e serie televisive di grande successo.
In più di 80 anni, Billy ha rappresentato valori che tutti, grandi e piccoli, possono condividere: il coraggio necessario per superare sempre le difficoltà; l’amore per la famiglia e gli amici; ma soprattutto uno straordinario senso dell’avventura, che lo porta sempre a vivere situazioni incredibili.
Il film, diretto dal regista Deane Taylor (che ha lavorato alle serie di Tom & Jerry, Mucca & Pollo e Scooby Doo e all’amatissima pellicola Nightmare Before Christmas), ha per protagonisti tantissimi simpatici personaggi come Nutsy, una koalina dello zoo viziata come una principessa che diventerà la migliore amica di Billy; Jacko, un adorabile clamidosauro chiacchierone, che desidera farsi dei nuovi amici; Wombo, un anziano vombatide un po’ pazzerello; e Beryl & Cheryl, due struzzi che adorano spettegolare e sognano di volare.

La legge del mercato

29 Apr La legge del mercato

LA LEGGE DEL MERCATO (Francia 2015 – 93 min’)
(orig: “La loi du marché”)
Regia di: Stéphane Brizé
Genere: drammatico
Cast principale: Vincent Lindon, Yves Ory, Karine de Mirbeck, Matthieu Schaller, Xavier Mathieu
Tematiche: crisi, mondo del lavoro.
51 anni, da 20 mesi disoccupato, per 500 euro al mese di sussidio: la vita di Thierry è fatta di colloqui (anche su Skype) e trattative con la banca, di ipotetici acquirenti dell’amata casetta mobile al mare, di momenti quotidiani in famiglia con moglie e un figlio con qualche ritardo. E anche di momenti di svago: un corso di ballo con la moglie. Poi, finalmente, il lavoro arriva. Addetto alla sicurezza di un supermercato, dove Thierry, inappuntabile come di consueto, sarà ben presto messo di fronte ad una situazione difficilmente “negoziabile”…
È molto difficile non pensare all’ultimo film dei Dardenne (Due giorni, una notte), presentato a Cannes 2014, di fronte a “La loi du marché” di Stéphane Brizé, in concorso lo scorso maggio sulla Croisette.
Le analogie sono molte, a partire dall’argomento comune, quello del lavoro e delle implicazioni sociali contemporanee, poi un rigore e al tempo stesso la scelta di un percorso semplice per seguire un personaggio chiamato a far fronte ad uno dei mali del nostro tempo.
La differenza sostanziale tra il film di Brizé e quello dei Dardenne – uniti comunque da due grandi interpretazioni: stavolta il sempre convincente Vincent Lindon (già premiato a Cannes) – è soprattutto di carattere strutturale: in “Due giorni, una notte” la protagonista (depressa, apatica) doveva far di tutto per convincere i colleghi a rinunciare a dei bonus in modo tale che lei non perdesse il lavoro, mentre in questo film il regista si concentra sul personaggio che, una volta riottenuto un impiego, viene messo di fronte ad un impietoso dilemma morale.
Brizé si prende il tempo necessario per creare i giusti presupposti di un finale coerente, in linea con quanto mostrato fino a quel momento della vita di Thierry, uomo giusto e mai accondiscendente; marito premuroso e tenero padre, disposto sempre a rimettersi in gioco pur di garantire lo stretto necessario alla propria famiglia. Mai una scena madre, o cadute nel patetico, il film sceglie una linea di condotta austera ma non per questo insincera. E la mantiene anche nel momento cruciale, quando Thierry è costretto, suo malgrado, a smascherare prima qualche taccheggiatore occasionale, poi alcuni colleghi del supermercato dediti a lucrare sulle ‘fidelity card’ o a nascondere qualche buono sconto.
Gente disperata, forse anche più di lui: e quando “La legge del mercato” viene messa di fronte alla ‘misura di un uomo’ (splendida contrapposizione a cui fa riferimento anche il doppio titolo del film) bisogna per forza di cose prendere una decisione. Soccombere e disumanizzarsi, o smettere la divisa di un sistema che non accettiamo più. Chapeau!
– Premio per il miglior attore a Vincent Lindon al 68° Festival di Cannes (2015).
– Menzione speciale dalla Giuria Ecumenica al Festival di Cannes (2015)