Cinema Weekend – Angry Birds 2

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(USA 2019 – durata: 97 min’) Regia di Thurop Van Orman
Dopo aver sconfitto i maiali verdi alla fine del primo film e recuperato le uova che erano state rapite salvandole da frittata certa, i tre pennuti: Red, Chuck e Bomb sono diventati gli eroi della loro isola, dove vivono in armonia con gli uccelli incapaci di volare. Ma la pace appena raggiunta avrà vita breve. Infatti dovranno vedersela di nuovo con un altro antagonista: un pennuto proveniente dall’isola che è completamente ghiacciata chiamato Zeta, il quale stanco delle rigide temperature, si catapulta sulle spiagge ben più accoglienti dell’isola dei nostri eroi…
I pennuti arrabbiati stanno per tornare. In occasione del decimo anniversario del popolare videogame gli “Angry Birds” sono pronti per una nuova avventura cinematografica ancora prodotta dalla Rovio Anim. e dalla Sony Pictures.
La storia seguirà nuovamente i tre pennuti su cui è stato incentrato il franchise, questa volta alle prese con nuove sfide ed un nuovo antagonista. Sappiamo già che la saga si espanderà oltre il grande schermo; è stata infatti confermata la serie TV dedicata ai bambini più piccoli, in cui si racconteranno le avventure dei tre protagonisti quando erano ancora adolescenti.
All’emergere di questa nuova minaccia, che metterà in pericolo entrambe le loro isole, i tre recluteranno Silver: la sorella di Chuck – e si uniranno alla squadra dei maialini: Leonard, del suo assistente Courtney e il tecnologico Garry per giungere ad una tregua e creare un’improbabile super-squadra per salvare le loro amate isole. Buona visione!

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Cineforum – Solo cose belle

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“SOLO COSE BELLE” (ITA 2019 – durata: 90 min′)
Regia di Kristian Gianfreda
Personaggi ed interpreti principali:
Idamaria Recati (Benedetta Corradini); Luigi Navarra (Kevin), Giorgio Borghetti (Stefano Corradini), Carlo Maria Rossi (Don Alberto), Barbara Abbondanza (Elvira), Marco Berta (Marco), Francesco Yang (Ciccio), Erica Zambelli (Diana), Riccardo Trentadue Romualdo),
Federica Pocaterra (Giulia Motta), Marco Brambini (Roberto)
Soggetto
Benedetta, ragazza sedicenne è la figlia del sindaco di un paese dell’entroterra di Rimini. Un giorno un edificio, che si voleva destinare ad altri utilizzi, viene adibito a casa-famiglia. Ne arrivano a far parte: un papà, una mamma, un extracomunitario appena sbarcato, una ex-prostituta, un carcerato, due ragazzi con gravi disabilità, un bimbo in affido e un figlio naturale. Gli autoctoni però non reagiscono bene….
Il film nasce dalla lunga esperienza sul campo della ‘Comunità Papa Giovanni XXIII’ fondata da don Oreste Benzi e delle tante case famiglia dell’Associazione, che da anni lavorano per diffondere i valori dell’inclusione sociale e per combattere l’emarginazione. Non è un caso che alla realizzazione del film abbiano contribuito, insieme ai professionisti del cinema, anche disabili, ex prostitute ed ex tossicodipendenti. Da qualche tempo, grazie anche alla meno costosa accessibilità ai mezzi di ripresa, si presentano sugli schermi film prodotti da associazioni di vario genere. Non sempre però i livelli qualitativi sono all’altezza delle intenzioni che muovono coloro che li hanno pensati e voluti.
Questo film, invece, dovrebbe essere utilizzato come esempio non solo di rispondenza ai criteri qualitativi necessari per raggiungere le sale cinematografiche, ma anche per il coraggio con cui mette in scena la vicenda.
L’intolleranza da parte degli abitanti viene mostrata senza esagerazioni, ma con l’acutezza di chi sa leggere e conosce (per averle sperimentate) le reazioni di coloro che temono qualsiasi novità che possa ‘disturbare’ il quieto vivere. Viene però anche mostrata la mancata preparazione della comunità, che si trova dinanzi ai nuovi arrivi senza che nessuno ne abbia comunicato l’imminenza. La storia che ci viene raccontata viene portata avanti senza retoriche. Ma che ha il grande merito di rappresentare luci ed ombre anche all’interno della casa-famiglia, evitando quelle ironie di maniera che producono danno, quanto le generalizzazioni spesso solo negative e pretestuose.

Prima Visione weekend – Non si può morire ballando

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Regia di Andrea Castoldi (ITA 2019 – durata: 87 min′)
Personaggi ed Interpreti:
Salvatore Palombi (Gianluca Carbone), Mauro Negri (Massimiliano Carbone), Gianni Quillico (Antonio Bertolucci, medico pescatore), Jvonne Jò (Laura Saporiti, ex di
Massimiliano), Lorenza Pisano (Giusy, moglie di Gianluca), Marco Speziali (il dottore), Alessandra Brambilla (ladottoressa), Maurizio Panfilo (il primario professor Amadei)
Due fratelli, Gianluca e Massimiliano, vivono il dramma di una malattia da un’angolazione diversa dello stesso letto di un ospedale. Uno è seduto su una sedia. L’altro su quel letto è sdraiato da settimane…
La dipartita di Gianluca è ormai a pochi mesi di distanza, per una malattia rara chiamata “le cellule dormienti”, di cui non si conosce la cura e dalla quale non si può tornare indietro.
Mentre il tempo galoppa inesorabile, uno dei due fratelli si rende conto che forse non è
ancora tutto perduto. Attraverso un libro, tra le pagine affiora una teoria, un possibile metodo di una cura? Forse solo una bella favola d’amore….
Affrontare il rapporto con la malattia attraverso l’elogio del ricordo: rivivendo le emozioni di una vita, come il primo bacio, un amore importante o l’abbraccio di una mamma. Quelle emozioni che fanno vibrare il cuore, tremare l’anima, e magari risvegliare le cellule appisolate in fondo al cuore di Gianluca. Un film poetico e a tratti anche grottesco, che, con una punta di drammaticità, si rivela un inno alla vita.
«L’idea del film – dice il regista – nasce da un’esperienza personale che ho voluto raccontare con gli occhi di chi sta seduto sulla sedia di fianco al letto di un ospedale. Anch’io come Massimiliano ho sentito in quel lungo periodo la fragilità dell’uomo, l’impossibilità al rimedio e la totale inadeguatezza alla situazione. Il film viaggia su binari paralleli: da una parte la concretezza della medicina e dall’altra i colori dell’amore. Ho voluto simboleggiare Il corridoio nel film come la parte più rappresentativa, perché scandisce la distanza tra la vita e la morte, raccontato con lentezza e profondità. Ogni volta assume un significato diverso.»

Cinema Weekend – Mio Fratello rincorre i dinosauri

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(ITA 2019 – durata:101 min’)
Regia di Stefano Cipani
Jack (Giacomo) fin da piccolo ha creduto alla tenera bugia che i suoi genitori gli hanno raccontato, ovvero che Giò, suo fratello, fosse un bambino ‘speciale’, dotato di incredibili super-poteri, come un eroe dei fumetti. Con il passare del tempo Giò diventa per Giacomo un segreto da non svelare. Con questo sentimento nel cuore, trascorre il tempo delle scuole medie. Quando Jack conosce il primo amore, Arianna, la presenza di Giò, con i suoi bizzarri ed imprevedibili comportamenti, diventa per lui un fardello tanto pesante da arrivare a negare ad Arianna e ai nuovi amici del liceo l’esistenza di Giò. Ma come si può pretendere di essere amati da qualcuno per come si è, se poi non si è in grado, per primi, di amare gli altri accettandone i difetti?….
Molto atteso dopo il grande successo del bestseller omonimo del giovane Giacomo Mazzariol, ha riscosso ottimi favori a Venezia 2019 il buon esordio del regista Stefano Cipani, presentato come evento speciale alle Giornate degli autori. Questo film racconta la vera storia, in chiave di commedia, della famiglia Mazzariol a partire dall’annuncio dei genitori ai tre figli (due bambine e il piccolo Giacomo) che sta per arrivare il quarto figlio, il secondo maschio per la gioia di Jack, che confida in lui per spezzare il predominio femminile in casa. Ma la gioia si spegne nei genitori quando scoprono che Giovanni ha la sindrome di down. Una storia vera, potente e umana, che prende le mosse da una colpa fondamentale, una vergogna inconfessabile: quella di un ragazzo che mente per nascondere il fratello. Non comprendendo nemmeno che il suo gesto cambierà la sua stessa vita, tra amicizie ed affetti di un’adolescenza appena cominciata e già, apparentemente, insormontabile. La morale è che da una bugia non si torna indietro, o almeno non si torna indietro indenni, ma si può imparare molto ed affrontarne le conseguenze.